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Ordine dei medici di Roma camici bianchi alle urne ffffff

Quando sul prisma delle possibilità batte una luce viva è nell'immediatezza che va a potenziarsi e si amplifica. Da oggi fino a domenica 26 ottobre sarà possibile fare una scelta per le elezioni...

Quando sul prisma delle possibilità batte una luce viva è nell'immediatezza che va a potenziarsi e si amplifica. Da oggi fino a domenica 26 ottobre sarà possibile fare una scelta per le elezioni degli organi direttivi dell’Ordine provinciale di Roma, per il triennio 2015-2017. Adrenalina e senso di responsabilità. In gioco c’è la salute, il rispetto del Codice Deontologico, la professione medica. E molto altro. Uno degli argomenti focali su cui verte l’attenzione è sulle autorizzazioni. Autorizzazioni sì o autorizzazioni no? Noi del Il Tempo avevamo già avuto modo di ascoltare in merito a questo punto tanto delicato due versioni discrepanti: una del Professor Mario Ballarin, fisico, esperto qualificato di radioattività e l’altra del presidente degli odontoiatri di Roma e dell’Andi, il Dottor Brunello Pollifrone. C’è chi dice «sì». C’è chi dice «no». Il Professor Ballarin si interroga sul perché obbligare la classe medica e odontoiatrica a richiedere una autorizzazione all’esercizio quando il testo unico leggi sanitarie (RD 1265/34 art. 193) la esenta. E per giungere a una risposta fa molte domande. «Perché obbligare la classe medica e odontoiatrica a richiedere una autorizzazione all’esercizio quando nella lRL 4/03 all'art. 4 c.2 tale obbligo è subordinato "solo se ...."? Perché tale interpretazione restrittiva esiste solo nella regione Lazio? Nessuno studio medico, odontoiatrico è attrezzato per chirurgia ambulatoriale, nel qual caso si chiamerebbe "centro di chirurgia ambulatoriale" e rientrerebbe tra le altre centinaia di tipologie di strutture sanitarie. La sentenza di agosto condanna la regione anche ad un piccolo risarcimento…». Per il Dottor Pollifrone invece: «Le autorizzazioni sanitarie ad oggi non sono state abolite e la circolare a cui si fa riferimento è stata scritta grazie e soprattutto al contributo dell’Ordine dei Medici di Roma (insieme agli altri ordini provinciali), per semplificare l’impatto burocratico sulla nostra categoria e risolvere significative problematiche riguardanti la professione medico-odontoiatrica». Ballarin sembra non essere d’accordo. «Ma da quando le autorizzazioni sono obbligatorie? Allora stante questa affermazione, le centinaia di sentenze, comprese quelle emesse dal CDS e dalla Cassazione, sono tutte sbagliate!». Tre sentenze apportano la loro testimonianza. La prima è il ricorso proposto da Giovanni Luce contro il Presidente della Regione Lazio in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di Rientro dai Disavanzi. La seconda sentenza è sul ricorso proposto dalla Desal Dentist s.r.l. contro il Commissario ad acta per l’emergenza sanitaria nella Regione Lazio per l’annullamento della nota n. 17557 del 10 ottobre 2013, con la quale la Regione Lazio, Direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria - Area autorizzazione accreditamento, l’ha diffidata a cessare l’attività sanitaria presso l'ambulatorio odontoiatrico sito in Piazza Giulio Cesare n. 16. La terza è la sentenza sul ricorso numero di registro generale 1720 del 2014, proposto da Marco La Rocca contro la Regione Lazio. A questo punto, molti medici che giudicano ingiusta ed inutile la richiesta di autorizzazione per l’apertura di uno studio, ritengono importante l’apertura e la posizione mostrata dal presidente dei camici bianchi romani, Roberto Lala. E proprio a lui, candidato alle attuali elezioni con la lista «Indipendenza e Identità professionale», chiedono sul «caso autorizzazioni» maggiori garanzie o, più semplicemente, il rispetto delle sentenze e della legge Costituzionale, visto che il testo unico delle leggi sanitarie esenta la classe medica e odontoiatrica a richiedere una autorizzazione all’esercizio. A questo punto importante più che mai è la conoscenza, e una volta formata ognuno la propria idea, la coscienza del voto.

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