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Sinodo: "La Chiesa lasci aperta la sua porta"

Le aperture nei confronti delle coppie di fatto, delle unioni omosessuali e sul tema della comunione ai risposati hanno fatto discutere. Oggi arriva il messaggio conclusivo

Le aperture nei confronti delle coppie di fatto, delle unioni omosessuali e sul tema della comunione ai risposati avevano fatto discutere.  "Cristo ha voluto che la sua Chiesa fosse una casa con la porta sempre aperta nell'accoglienza, senza escludere nessuno. Siamo perciò grati ai pastori, fedeli e comunità pronti ad accompagnare e a farsi carico delle lacerazioni interiori e sociali delle coppie e delle famiglie". Oggi arriva il messaggio conclusivo del Sinodo dei Vescovi. Sulla famiglia. Il cammino di una coppia "conosce anche la sessualità, la tenerezza, la bellezza, che perdurano anche oltre la vigoria e la freschezza giovanile". Si è discusso a lungo della famiglia e questo è quanto emerge. Secondo i padri sinodali, "l'amore coniugale, unico e indissolubile, persiste nonostante le tante difficoltà del limite umano. E' uno dei miracoli più belli, benché sia anche il più comune". "Questo amore si diffonde attraverso la fecondità e la generatività, che non è solo procreazione, ma anche dono della vita divina nel battesimo, educazione e catechesi dei figli. E' pure capacità di offrire vita, affetto, valori, un'esperienza possibile anche a chi non ha potuto generare. Le famiglie che vivono questa avventura luminosa diventano una testimonianza per tutti, in particolare per i giovani". Parlando delle sfide che si trovano ad affrontare le famiglie i padri sinodali citano "anche la fatica della stessa esistenza. Pensiamo alla sofferenza che può apparire in un figlio diversamente abile, in una malattia grave, nel degrado neurologico della vecchiaia, nella morte di una persona cara. È ammirevole la fedeltà generosa di molte famiglie che vivono queste prove con coraggio, fede e amore, considerandole non come qualcosa che viene strappato o inflitto, ma come qualcosa che è a loro donato e che esse donano, vedendo Cristo sofferente in quelle carni malate". "Pensiamo alle difficoltà economiche causate da sistemi perversi", si legge ancora nel messaggio approvato, "che umilia la dignità delle persone. Pensiamo al padre o alla madre disoccupati, impotenti di fronte alle necessità anche primarie della loro famiglia, e ai giovani che si trovano davanti a giornate vuote e senza attesa, e che possono diventare preda delle deviazioni nella droga o nella criminalità". "Pensiamo, pure, alla folla delle famiglie povere, a quelle che s'aggrappano a una barca per raggiungere una meta di sopravvivenza, alle famiglie profughe che senza speranza migrano nei deserti, a quelle perseguitate semplicemente per la loro fede e per i loro valori spirituali e umani, a quelle colpite dalla brutalità delle guerre e delle oppressioni. Pensiamo anche alle donne che subiscono violenza e vengono sottoposte allo sfruttamento, alla tratta delle persone, ai bambini e ragazzi vittime di abusi persino da parte di coloro che dovevano custodirli e farli crescere nella fiducia e ai membri di tante famiglie umiliate e in difficoltà». Sui preti pedofili. Il Sinodo ha rivolto oggi il suo pensiero "ai bambini e ragazzi vittime di abusi persino da parte di coloro che dovevano custodirli e farli crescere nella fiducia". I padri sonodali hanno accomunato le vittime dei preti pedofili ai poveri e feriti di oggi. "Pensiamo pure - scrivono - alla folla delle famiglie povere, a quelle che s'aggrappano a una barca per raggiungere una meta di sopravvivenza, alle famiglie profughe che senza speranza migrano nei deserti, a quelle perseguitate semplicemente per la loro fede e per i loro valori spirituali e umani, a quelle colpite dalla brutalità delle guerre e delle oppressioni". Sulle coppie omosessuali. L'esempio di una figlia adottata da due donne fatto da Papa Francesco in un incontro con i superiori generali degli ordini religiosi è stato evocato nell'aula del "Se la Chiesa è davvero madre, tratta i suoi figli non solamente secondo il suo cuore, ma anche secondo le sue uterine viscere di misericordia: non sottomette il suo abbraccio a regole, ma semmai a processi di gestazione, allevamento e formazione, anche di carattere penitenziale". Padre Antonio Spadaro, nel suo intervento al Sinodo, ha ricordato che "la domanda radicale che alcune coppie in situazioni problematiche pongono è se possano esistere, per la misericordia viscerale di Dio, situazioni radicalmente irrecuperabili, così che la Chiesa non possa far altro che escludere definitivamente la loro possibilità di accedere al sacramento della riconciliazione".

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