S conforto e rabbia sono i sentimenti provati per gli onori tributati al dittatore comunista Li Kequiang, ricevuto da Napolitano, Grasso, Boldrini e Renzi come un premio Nobel. In realtà si tratta del capo della più grande non-democrazia, un regime tra i più crudeli dell'umanità. Milioni di cinesi in schiavitù nei campi di lavoro forzato, i Laogai, un miliardo privo della libertà politica, i cristiani perseguitati, la religione bandita, 3000 esecuzioni capitali, le nascite controllate e milioni di bambini uccisi con aborti seriali o sfruttati, con le donne, sul lavoro. Qui nasce la concorrenza sleale che fa chiudere milioni di imprese occidentali. Il Tibet cancellato quale entità culturale. E ora la minaccia su Hong Kong, il «Porto Profumato» che fino al 97 era inglese. Con il passaggio alla Cina, erano garantiti «Uno Stato due sistemi». Ma Pechino vuole controllare i candidati del 2017. Il «Porto profumato» puzza ora di gas lacrimogeni. È la rivoluzione degli ombrelli, usati dagli studenti per proteggersi dal regime. Il leader è un diciassettenne, Joshua Wong che già aveva dato filo da torcere quando si ribellò al programma d'indottrinamento. Non si arrende, nonostante l'arresto e le maldicenze che lo vorrebbe al soldo delle potenze occidentali. «Hong Kong è un affare interno della Cina», ribadisce il governo. Le democrazie s'interrogano, ma la censura ha conquistato l'Italia che ha sottoscritto accordi economici e rinunciato a esternare almeno la preoccupazione per quei ragazzi pacifici che contrastano la più potente dittatura del pianeta con gli ombrelli gialli. Abbiamo denunciato, soli, questo silenzio assordante. Avremmo preferito il conforto di coloro che s'indignarono per il «bacio dell'anello a Gheddafi». A Hong Kong 200 mila studenti difendono la propria libertà, in Italia si fa l'inchino all'icona della violenza e dell'ingiustizia. Ecco il perché di questo gesto, per non dimenticare che la libertà economica non vale un'unghia della libertà della persona. L'unica libertà possibile.
Il dittatore comunista ricevuto come un Nobel
di Fabio Rampelli * Sconforto e rabbia sono i sentimenti provati per gli onori tributati al dittatore comunista Li Kequiang, ricevuto da Napolitano, Grasso, Boldrini e Renzi come un premio Nobel....
