Mare Nostrum addio, arriva Triton, «ma l’Italia continuerà a fare ricerca e soccorso in mare». La precisazione è del ministro dell’Interno Angelino Alfano, contenuta in un’informativa alla Camera dei deputati con cui il capo del Viminale ha annunciato che a novembre, ad un anno dal suo inizio, l’operazione Mare Nostrum terminerà. Il tutto, mentre a Firenze era riunito, in maniera informale, il comitato militare dell’Ue, dove il Capo dello Stato Maggiore della Difesa, l’ammiraglio Luigi Binelli, aggiornava i colleghi stranieri dei risultati ottenuti dalla missione tricolore nel mediterraneo. «In quasi un anno - ha spiegato l’ammiraglio - abbiamo arrestato più di trecento trafficanti, tratto in salvo quasi duecentomila persone». Ma che ci azzecca Mare Nostrum con Triton? La missione Triton, targata Frontex, non è infatti la prima operazione di pattugliamentio del Mediterraneo congiunta tra i Paesi Ue e dell’area Schengen. Anzi, come spiegato dal direttore esecutivo dell’agenzia, Gil Arias, arriva proprio allo scadere di due precedenti missioni, Aenes ed Hermes, la prima già terminata, la seconda prorogata fino a fine novembre. Una coincidenza che non ha risparmiato al ministro Alfano le critiche di maggioranza e opposizione a Montecitorio e la dura presa di posizione della Lega Nord che sta organizzando per sabato una grande manifestazione a Milano contro Mare Nostrum e contro la gestione delle politiche sull’immigrazione del governo Renzi. Allo stesso modo Fdi-An ha annunciato per sabato una manifestazione contro Mare Nostrum. L’appuntamento è a Reggio Calabria. Parlando ai deputati, il ministro Alfano ha spiegato che «d’accordo con il premier, ad un prossimo Consiglio dei ministri, sarà deliberata la conclusione dell’operazione italiana» perché «ci sono 19 stati, oltre all’Italia, che parteciperanno a Triton, sotto la regia di Frontex, con un budget incrementato di 20 milioni di euro aggiuntivi per l’anno 2015. L’operazione costerà 3 milioni di euro, meno di un terzo di quanto è costata Mare Nostrum e a pagare non sarà solo l’Italia». Meno ottimista Gil Arias, il quale ha bacchettato Germania e Inghilterra, che non metteranno a disposizione di Triton mezzi tecnici. Il direttore esecutivo dell’agenzia è stato infatti costretto a lanciare una nuova richiesta, sperando in «un maggiore supporto tecnico». Finora la disponibilità a fornire equipaggiamenti è arrivata da Finlandia, Spagna, Portogallo, Islanda, Olanda, Lettonia, Malta e Francia. Altri dodici Paesi (Spagna, Francia, Finlandia, Romania, Svizzera, Norvegia, Germania, Olanda, Svezia, Portogallo, Austria e Polonia), parteciperanno mettendo a disposizione di Triton solo personale specializzato. A riportare il ministro del Gnerno Renzi con i piedi per terra, ricordando che Triton non è la vittoria sperata dall’italia in campo Europe, ci ha pensato la deputata di Forza italia, Laura Ravetto: «Ipotizziamo che tutti gli stati membri prendano parte all’operazione, che succederà realmente? Quando le navi di altri Paesi europei accoglieranno a bordo i migranti, quegli stessi migranti si considereranno approdati nel Paese europeo a cui la nave appartiene o invece, come mi pare di capire, le navi europee si limiteranno a trasferirli ancora sulle nostre coste e ancora una volta toccherà all’Italia gestire e finanziare le pratiche di identificazione e accoglienza? Se così fosse - ha aggiunto la forzista - dov’è il successo? Triton non sarebbe nient’altro che un Mare Nostrum con un nome diverso». Poi la stoccata ad Alfano: «Ministro, un vivo consiglio. Agite in Europa finchè siete in tempo, perchè altrimenti qualcuno, anche in quest’Aula (Camera dei deputati, ndr), motivandolo per ragioni di sicurezza pubblica nazionale, vi chiederà di chiudere le frontiere Schengen, come fece la Francia nel 2011». Per ora Frontex prevede un impiego mensile di quattro navi e quattro motovedette, due aerei e un elicottero sotto il controllo delle autorità italiane. Un Mare Nostrum allargato?
«Addio Mare Nostrum, arriva Triton»
Il ministro Alfano: «A novembre con Frontex stop all’operazione italiana». Poi precisa: «Non fermeremo i soccorsi». Polemica sui Paesi partecipanti
