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Parma allagata. Pizzarotti pronto a contare i danni

Allarme Coldiretti: danni per milioni di euro. Capannoni abbattuti dall'alluvione, aziende in difficoltà

Se a Genova Beppe Grillo ci mette la faccia e si unisce agli "angeli del fango", a Parma è Federico Pizzarotti a tenere le briglie delle operazioni. Centinaia di persone lavorano per liberare dall'acqua prima di tutto centri anziani, scuole, centri sociali. Ancora problemi per le linee elettriche e telefoniche, che secondo Pizzarotti saranno ripristinate a breve. Nel pomeriggio la decisione sulle scuole, che oggi sono rimaste chiuse. Per la conta dei danni pare ancora presto, "ma da domani cominceremo ad attivare procedure per richiesta finanziamenti e catastrofe naturale". "È un momento duro, non perdiamo la calma e cerchiamo di dare una mano a chi conosciamo". Pizzarotti, come dall'inizio dell'emergenza nella città emiliana, continua ad aggiornare la situazione sui social network, informando in prima persona la cittadinanza. A fine mattinata è terminato un lungo sopralluogo nel quartiere Montanara, il più colpito, secondo il primo cittadino (insieme all'Ospedale piccole figlie evacuato ieri sera): strade invase dal fango, scantinati allagati, danni ingenti, per fortuna nessun ferito neanche in questa zona, come del resto in tutta la città. Allarme Coldiretti. Stalle allagate, bloccata la raccolta del mais, a rischio le semine autunnali se non torna presto il bel tempo. La Coldiretti fa la conta dei danni causati dal maltempo. Nel parmense, nelle zone dell'alta Val Parma, sono state colpite in modo particolare le zone di Corniglio, dove è finito sott'acqua un prosciuttificio con 30.000 prosciutti, e Calestano, con problemi di allagamenti per stalle e capannoni. In Val Taro, le zone con maggiori frane sono Bedonia e Compiano. Nella bassa, in particolare nella zona di Colorno, sono state allagate diverse stalle. Nei centri abitati di Parma e di Colorno i danni sarebbero stati ben maggiori se non ci fosse stata la cassa di espansione del Consorzio della Bonifica parmense della zona di Marano che ha attenuato la velocità e la quantità d'acqua che ha allagato i centri abitati. Nella montagna piacentina, invece, la pioggia torrenziale ha dilavato i terreni mandando il fumo le semine, soprattutto nelle zone di Ottone e località Perino (comune di Coli). In Val Trebbia e in Val d'Aveto le precipitazioni hanno raggiunto il 170 millimetri in poche ore. I danni accertati riguardano la strada Villanova-Aglio-Pradovera nel Comune di Coli interrotta in più punti con frazioni isolate ed acquedotto a rischio, la strada Vezzera-Pradaglione interrotta e altre strade nei comuni di Bobbio, Bettola, Farini, Ferriere, Groppallo. "Si potrebbe dire che piove sul bagnato- commenta in una nota Coldiretti Emilia Romagna- in quanto proprio Piacenza e Parma, secondo la Banca dati geologica, sono le due province con la più alta franosità in Emilia-Romagna con una percentuale del 16,94% per Piacenza e del 19,63% per Parma, percentuale che cresce al 28,38% per Piacenza e al 29,79% per Parma se si considera solo il territorio montano". La situazione nelle due province è aggravata dalle difficoltà di comunicazione a causa dei collegamenti telefonici ancora in tilt. Nonostante le difficoltà dei collegamenti, gli uffici di Coldiretti nelle zone colpite sono in funzione e a disposizione dei cittadini, mentre i tecnici dell'organizzazione stanno valutando se ci sono le condizioni per chiedere lo stato di calamità a fronte a una stima di danni di diversi milioni di euro.

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