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Genova, anche Grillo finisce nel fango

Il leader 5 Stelle contestato dagli angeli del fango mentre gira in maxiscooter per le zone più colpite dall'alluvione. "Vieni a spalare con noi". Napolitano: "Incuria e inerzie locali"

Lo aveva promesso dal palco di #Italia5Stelle, la tre giorni romana del Movimento, al Circo Massimo. Ma proprio la sua presenza nella Capitale, mentre Genova veniva messa in ginocchio dall'alluvione, gli costa oggi la contestazione dei suoi concittadini costretti a spalare il fango dagli scantinati, dalle strade, dalle case. E' arrivato oggi a Genova, Beppe Grillo, nella sua Genova invasa dall'acqua venerdì, ma con troppo ritardo. Voleva arrivare ieri, con i parlamentari 5 Stelle, ma lo stato d'allerta glielo ha impedito. Gli angeli del fango non ci stanno. L'assenza della politica è d'altronde il volto più evidente di questo disastro per i genovesi, costretti a rivivere dopo appena tre anni lo stesso incubo, e a fare di nuovo i conti dei danni, nonostante si sapesse bene quale fosse il problema e come intervenire per risolverlo. In via Brigata Liguria, zona Brignole, una delle più colpite, alcuni ragazzi vedendo Grillo davanti al Museo di Storia Naturale hanno urlato: "Vieni a spalare con noi". E poi lo hanno apostrofato con un "vaffa". Ne è nato un battibecco. Grillo ha risposto: "Siamo tutti sulla stessa barca", e poi "andate a dire a Renzi di spalare, noi siamo tutti qui a spalare". Poi si è allontanato in motorino. Grillo è nervoso. Intercettato da una giornalista Rai che voleva porgli alcune domande, le ha detto: "Questo è l'Iban per il soccorso a Genova. Mi dai duemila euro, i soldi la Rai li versa su quell'Iban e mi intervisti. Se no te ne vai a fare in c..o".   Grillo gira in maxiscooter per le zone più duramente colpite. Non sono rose e fiori con i cittadini, ma tiene botta. "Sono solissimo, perché i parlamentari sono già distribuiti in giro a spazzare. Spalano merda in Parlamento figurati se hanno problemi con il fango qua", è uno dei botta e risposta tra Grillo, cronisti e cittadini. "Che devo fare? Io ho mobilitato persone, mi sono preso i 'perché non spali?'. Ci sto, se vi fa piacere prendervela con la politica - si batte le mani sul petto - io sono 'la politica'. Sfogatevi con me". A chi gli fa osservare che vorrebbe un corretto funzionamento delle istituzioni, ciascuna nel proprio ambito, il leader M5S ribatte: "Ma non lo fanno... E' la seconda volta che il Comune fa il Comune e la Regione fa la Regione. Poi non lo fanno e investono 7 miliardi nelle grandi opere". "Se devo scontare quello che non mi sento di avere fatto lo sconto. E' la mia città, siete i miei concittadini", è il refrain di Grillo che verso la fine della prima missione si scalda con i giovani che lo contestano più apertamente.   Napolitano: "Inerzie locali e incuria". "Credo che stiamo vivendo un momento del Paese in cui l'attenzione non può non concentrarsi con la massima forza sulla tutela del territorio, sulla tutela del nostro patrimonio naturale, oltre che storico-artistico, perché stiamo vivendo dei fenomeni di spaventosa devastazione". Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione dell'incontro con una rappresentanza degli Allievi degli Istituti di formazione del Corpo Forestale dello Stato nel 192° anniversario di fondazione. "Credo di dover condividere, all'indomani dei fatti così sbalorditivi e sconvolgenti di Genova - ha aggiunto -, l'accento messo sull'importanza che ha la tutela del patrimonio forestale anche per prevenire rischi derivanti dal dissesto idrogeologico di cui purtroppo il nostro Paese soffre endemicamente. Abbiamo vissuto tanti episodi che poi esplodono nelle città, negli abitati, grandi città come Genova, piccoli centri come quelli delle Cinque Terre. Ma alle spalle di questi fenomeni, che sono anche dovuti a inerzie locali, a lungaggini burocratiche nel realizzare progetti elaborati e perfino finanziati e pronti quindi per essere realizzati, alle spalle di tutto questo c'è anche l'incuria nei confronti del patrimonio boschivo e forestale".

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