C'è un orologio fermo. Puntato alle 5 meno 5 (0 17 meno 5) del 14 febbraio 2014. Un Daytona, un Rolex al quale Marco Pantani era molto legato che si ferma in seguito a un forte urto o dopo 50 ore dal momento in cui il polso resta immobile. Poi c'è un fax rimasto per troppo tempo nascosto agli inquirenti che potrebbe costituire una svolta nelle indagini. Un articolo del Corriere, apre nuove piste sull'inchiesta in corso - avviata in agosto con l'ipotesi di omicidio su richiesta del legale della famiglia - sulla morte del ciclista. Il fax proverebbe che l'ora del decesso sia diversa da quella definita dall'inchiesta precedente, archiviata, e che dimostrava al contrario il suicidio del Pirata. Qualcuno potrebbe averlo ucciso. Il documento è partito alle 20.50 del 16 febbraio 2004, 48 ore dopo la scoperta del cadavere da parte del medico legale Giuseppe Fortuni, destinatario il magistrato di Rimini Paolo Gengarelli, che descriveva la morte del ciclista e stabiliva che il suo cuore si fosse fermato alle ore 17. Questo particolare è rimasto nascosto o dimenticato per 10 anni. Nelle pagine del rapporto definitivo, depositato un mese dopo, infatti, la collocazione del decesso è cambita radicalmente: secondo Fortuni, Pantani morì tra le 11.30 e le 12.30. I nuovi testimoni. Intanto saranno ascoltati nuovi testimoni nell'inchiesta. Tra loro almeno due, indicati da Antonio De Rensis, il legale dei Pantani, in grado di smontare uno degli assunti incrollabili degli investigatori: quello cioè che nella stanza B5 del Residence Le Rose di Rimini non sia entrato nessuno per tre giorni prima della morte.
Pantani, un fax modifica l'ora del decesso
Nuovi sviluppi nell'indagine riaperta lo scorso agosto. Un documento del perito indica un orario diverso da quelle comunicate in via ufficiale
