Gentile Direttore, mi sono cascate le braccia alla notizia che nei prossimi giorni la Commissione Affari Costituzionali del Senato avvierà la discussione su un disegno di legge del senatore Manconi che vorrebbe "rieducare" i poliziotti da lui considerati violenti. Pensavo a uno scherzo poi ho approfondito e ho scoperto che il solerte senatore fa sul serio al punto da pensare a corsi obbligatori di pacifismo. La proposta, caro direttore Chiocci, è stata sottoscritta anche da altri parlamentari Pd e cinque stelle, tra i quali l’esponente No Tav Marco Scibona che non ricordo dolersi per i poliziotti feriti a pietrate e bastonate nei boschi della Val di Susa. A leggere Manconi mi sono venute in mente le "rieducazioni del nemico di classe" che Stalin imponeva nella Russia sovietica. Cotanto presidente della Commissione Diritti Umani non è nuovo a uscite di questo tipo e del resto la cronaca, anche recente, dimostra come lui sia il capofila di quel vasto partito anti - polizia che odia le divise e che annovera autorevoli esponenti tra le Istituzioni, nella politica, fra i media e nel mondo della cultura. Non so se il rancore viscerale e ideologico di Manconi per le donne e gli uomini in divisa nasca da un passato che l’ha visto protagonista di movimenti extraparlamentari. Non so se tanta rabbia sia collegata alla facilità con la quale ottiene spazio sui mezzi di informazione. Sono certo che Manconi dovrebbe tacere per rispetto di quanti ogni giorno, con una divisa addosso, finiscono all’ospedale per colpa di gente che devasta le nostre città, non rispetta le leggi, delinque abitualmente. Ai corsi di recupero per pacifisti ci mandasse i suoi amici teppisti vestiti di nero che lui, o chi per lui, sempre giustifica.
E le ripetizioni ai black bloc?
di Gianni Tonelli, Segretario Generale Sap