«L’Ufficio del Commissario ha il compito, tra l’altro, di monitorare il fenomeno della scomparsa di persone e assume rilievo sapere se il cadavere possa essere ricondotto a una persona scomparsa». È il prefetto Vittorio Piscitelli, Commissario Straordinario per le Persone Scomparse, a spiegarci come interviene la macchina istituzionale in merito al fenomeno dei cadaveri senza nome, delle persone decedute di cui nessuno ha mai reclamato il corpo. Prefetto, come avviene la procedura d’identificazione in seguito a un decesso? «Si premette che il Commissario e l’Ufficio non sono titolari di poteri investigativi e di indagine, essendo questi delegabili solo dall’autorità giudiziaria a uffici delle forze dell’ordine. In caso di rinvenimento di cadavere per il quale si ipotizza la commissione di un reato, il magistrato può disporre l’autopsia e svolge indagini ai fini di pervenire all’identificazione. Nel caso in cui non emergano indizi di reato, la procura può dare il nulla osta al seppellimento del cadavere, il quale, diversamente rimane custodito negli obitori e negli Istituti di Medicina Legale». Con quali mezzi riuscite a collegare un cadavere a una persona scomparsa? «Per favorire tale operazione, è stato istituito il sistema informativo Ri.Sc/Ricerca scomparsi, entrato in funzione dal primo aprile 2010. Ha la finalità di acquisire, catalogare e gestire dalle postazioni territoriali interforze, le informazioni più significative relative alle persone scomparse e ai cadaveri ritrovati e non riconosciuti. Le informazioni sono desunte dalle denunce di scomparsa di persona e dalle notizie di ritrovamento di cadavere non identificato. La funzionalità più importante del sistema è la possibilità di effettuare un incrocio dei dati biometrici e descrittivi contenuti nelle schede “persona scomparsa” e “cadavere non identificato”, per l’individuazione delle compatibilità e dell’eventuale corrispondenza tra soggetti scomparsi e cadaveri non identificati». Cosa occorrerebbe per rendere più efficace il vostro lavoro? «In prospettiva è auspicabile si possa realizzare una piattaforma informativa che metta in condizione l’Ufficio del Commissario di acquisire e gestire la molteplicità delle informazioni, anche quelle riguardanti i corpi senza identità, che pervengono dalle Prefetture, dalle Procure, Istituti di Medicina Legale e familiari degli scomparsi. Similmente al sistema federale americano “Namus”». Vi sono associazioni con cui collaborate? «L’Ufficio collabora da anni con l’ Associazione rappresentativa dei familiari degli scomparsi “Penelope”, a cui si è affiancata, recentemente, l’altra associazione “Vite Sospese”. Inoltre, collabora con “Psicologi per i Popoli-Federazione”, per il sostegno psicologico ai familiari, con “Alzheimer Uniti”, atteso il sempre crescente numero di persone scomparse affette da tale patologia, e con “Telefono Azzurro” per quanto riguarda i minori».
«Serve una piattaforma hi-tech»
Il prefetto Piscitelli, Commissario per le Persone Scomparse