È accaduto nuovamente: ragazzine che non hanno ancora compiuto 18 anni sono state vendute al migliore offerente. Ben dieci minorenni costrette a prostituirsi nelle auto dei clienti. È il nuovo scandalo sul quale sta indagando la procura di Roma dopo quello delle baby squillo ai Parioli. In quel caso era due ragazzine, stavolta il numero è quintuplicato. E invece di vendere il corpo in un appartamento di «lusso», i rapporti sessuali avvenivano nelle vetture di chi era disposto a pagare cifre a due zeri pur di avere un incontro a luci rosse con le minori. L’adolescenza di alcune giovani donne è stata infatti strappata via da orchi disposti a lucrare sui loro corpi puerili e la loro fanciullezza è stata cancellata da signori desiderosi di dar sfogo alle loro perversioni sessuali. È tutto scritto nel fascicolo aperto dai pm romani, nato in seguito alla denuncia presentata prima dell’estate scorsa. Sul registro degli indagati non è ancora stato iscritto nessun nome ma il reato ipotizzato dagli inquirenti è già stato cristallizzato: sfruttamento della prostituzione minorile. Quando le forze dell’ordine, alla fine di giugno, raccolgono la denuncia di un anziano, non possono ancora sapere che dietro le parole dell’uomo si nasconde un mondo profondo e oscuro. Del resto l’uomo, residente in un Comune a nord ovest della Capitale, denuncia solamente che nell’abitazione accanto alla sua vivono un gruppo di ragazzine che a tutte le ore del giorno e della notte escono di casa in abiti succinti e salgono nelle auto di alcuni signori. Gli inquirenti decidono di approfondire la vicenda e, dopo aver esaminato le dichiarazioni del denunciante, ai loro occhi si palesa il mondo il cui vivono quelle minorenni. Le ragazze, sarebbero una decina, non hanno ancora compiuto 18 anni e abitano tutte insieme, in una casa vicino Roma. Data l’età sembra difficile che il contratto d’affitto sia intestato a loro. Ad ogni modo, le ragazze non vivono alle porte della Capitale per coltivare i loro studi, come solitamente è doveroso fare alla loro età, ma per prostituirsi, sfruttate da qualcuno più anziano di loro. Un aguzzino, o forse un giro di «protettori» che ha organizzato un sistema imprenditoriale basato sulla vendita di corpi acerbi e di menti immature. Il sistema è semplice. Basta far circolare la voce, pubblicizzare la «merce» come se si trattasse di un qualsiasi oggetto acquistabile e il gioco è fatto. Il cliente compone un numero, telefona, si reca nel luogo indicato e attende che la ragazza contattata scenda dall’appartamento. La minore arriva, truccata e vestita per l’occasione. Sale in macchina, l’automobile parte per poi accostarsi. Sono diversi i luoghi dove le adolescenti fanno fermare le vetture: parcheggi, vie desolate o viali ombrosi. I clienti sono ragazzi, adulti o signori che, almeno anagraficamente, potrebbero essere padri delle minori. In macchina viene consumato il rapporto. Dopo le ragazzine vengono riaccompagnate in casa, nel covo dove sono state parcheggiate in attesa di essere sfruttate più e più volte in una sola giornata. Le indagini sono ancora in fase embrionale ma si punta in alto. Un giro molto grosso potrebbe celarsi dietro quell’appartamento. Potrebbero esserci diverse case, in provincia di Roma, sul litorale o chissà dove. Del resto il mercato del sesso e della perversione non è mai sazio e c’è sempre qualcuno senza scrupoli disposto a trasformarsi in un imprenditore che mercifica i corpi delle ragazzine e distrugge per sempre le loro vite.
Dal letto all’auto, tornano le baby squillo
Altro giro di prostitute minorenni dopo lo scandalo della «Roma bene». Dieci ragazzine coinvolte in una nuova inchiesta avviata quest’estate. Anche i clienti dei Parioli rischiano una condanna
