Papa Francesco è arrivato a Tirana. Nel percorso di 18 chilometri all'aeroporto al palazzo presidenziale, che si trova al centro della città, il Pontefice è stato salutato da migliaia di fedeli che, a piccoli gruppi lungo le transenne, erano in attesa di vederlo passare. Mentre era in volo il Santo Padre nel saluto ai giornalisti ha sottolineato che la pacifica convivenza tra le religioni in Albania è "un bel segno per il mondo. L'Albania è un Paese che ha sofferto tanto, ma che poi riuscita a trovare una pace con le differenze religiose. E questo è un bel segno per il mondo, il dialogo, la pace e l'equilibrio a favore della governance". L'aereo dell'Alitalia è atterrato all'aeroporto internazionale "Madre Teresa" poco prima delle 9 e il Pontefice è stato accolto dal premier albanese Edi Rama con il quale, nella Sala Vip dell'aeroscalo, ha avuto un incontro di pochi minuti. All'ingresso della Capitale diversi tabelloni pubblicitario e pannelli hanno rivolto il benvenuto della città a Francesco, che ha visto le gigantografie e le scritte dai finestrini della sua vettura. Quindi il corteo si è diretto al Palazzo Presidenziale dove lo attendeva il capo dello Stato albanese Bujar Nishani per la cerimonia di benvenuto. Dopo l'incontro con il presidente è seguito un incontro con le autorità albanesi, il corpo diplomatico ed alcuni capi religiosi del Paese. Subito dopo Francesco raggiungerà in jeep scoperta piazza "Madre Teresa" per la celebrazione della messa e la recita dell'Angelus. PAROLE FORTI "Nessuno pensi di poter farsi scudo di Dio mentre progetta e compie atti di violenza e di sopraffazione! Nessuno prenda a pretesto la religione per le proprie azioni contrarie alla dignità dell'uomo e ai suoi diritti fondamentali". Appena arrivato a Tirana, Papa Francesco ha pronunciato questa forte invettiva mettendo in contrapposizione "il clima di rispetto e fiducia reciproca tra cattolici, ortodossi e musulmani" esistente in Albania, che ha definito "un bene prezioso per il Paese", con quanto avviene a causa del fatto che "da parte di gruppi estremisti, viene travisato l'autentico senso religioso e vengono distorte e strumentalizzate le differenze tra le diverse confessioni, facendone un pericoloso fattore di scontro e di violenza, anziché occasione di dialogo aperto e rispettoso e di riflessione comune su ciò che significa credere in Dio e seguire la sua legge". Per Bergoglio tra i diritti umani vi è "in primo luogo quello alla vita ed alla libertà religiosa di tutti!". L'esempio dell'Albania, che ha riconquistato la libertà da appena un quarto di secolo, "dimostra - ha affermato Francesco - che la pacifica e fruttuosa convivenza tra persone e comunità appartenenti a religioni diverse e' non solo auspicabile, ma concretamente possibile e praticabile". "La pacifica convivenza tra le differenti comunita' religiose - ha spiegato - è un bene inestimabile per la pace e per lo sviluppo armonioso di un popolo. E' un valore che va custodito e incrementato ogni giorno, con l'educazione al rispetto delle differenze e delle specifiche identità aperte al dialogo ed alla collaborazione per il bene di tutti, con l'esercizio della conoscenza e della stima gli uni degli altri. è un dono che va sempre chiesto al Signore nella preghiera". "Possa l'Albania - ha auspicato Francesco - proseguire sempre su questa strada, diventando per tanti Paesi un esempio a cui ispirarsi!"
Bergoglio a Tirana: "Nessuno usi Dio come scudo"
Il Santo Padre in visita in Albania: "Gli estremisti travisano la religione e ne fanno motivo di violenza". Per il Papa tra i diritti umani vi è "in primo luogo quello alla vita ed alla libertà religiosa di tutti!"
