ROMA Quattro associazioni ambientaliste e di settore alla vigilia della nuova stagione venatoria hanno dato vita a una collaborazione che attraverso un piano di lavoro triennale congiunto miri a contrastare le principali minacce alla biodiversità e al territorio. «È una riforma strutturale, in cui strumenti, mission e l' interpretazione delle politiche di cooperazione per il contrasto delle illegalità a danno della natura e degli animali selvatici, subiscono un radicale cambiamento d'approccio» spiegano in una nota Nino Morabito di Legambiente, Gian Luca Dall’Olio di Federcaccia, Osvaldo Veneziano di Arci Caccia e Marco Castellani di ANUU-Migratoristi, i referenti delle associazioni che hanno dato vita al tavolo. Una svolta storica, come sottolineano esponenti di mondi in passato decisamente contrapposti: «La cooperazione non è più semplicemente un progetto di sviluppo sostenibile ma un preciso impegno operativo verso un orizzonte ampio che chiama ad una partecipazione attiva e alla corresponsabilizzazione soggetti storicamente su posizioni diverse nelle proprie posizioni». Il protocollo di lavoro triennale per la promozione della tutela della natura si fonda su quattro pilastri portanti: la protezione di specie a rischio di estinzione; la conservazione del suolo; il racconto di conoscenze e relazioni positive tra storie umane e natura; la raccolta e condivisione di dati faunistici al servizio di tutto il Paese. «Operare in modo sostenibile - continuano i promotori del tavolo - significa creare valore per tutti i portatori di interessi e delle diverse posizioni utilizzando le risorse in modo tale da non compromettere i fabbisogni delle generazioni future. Per questo la nuova alleanza, aperta ai molteplici stakeholder, metterà a fattor comune le esperienze e le professionalità delle diverse associazioni lavorando tutte, assieme alle Istituzioni e alle componenti sociali, per raccogliere la sfida di una nuova cultura ambientale: rimettere al centro dell'azione e dell'informazione le principali minacce alla biodiversità e agli ecosistemi italiani che forniscono beni e servizi essenziali sia dal punto di vista ecologico sia per il sostentamento delle popolazioni locali. Si tratta di un impegno ineludibile - concludono - che riguarda tutte le Istituzioni e le componenti sociali, culturali ed economiche del nostro Paese, anche in termini di coerenza e sicurezza comune perché tutti insieme, salvare la natura in Italia, si può».
La strana alleanza di cacciatori e ambientalisti
ROMA Quattro associazioni ambientaliste e di settore alla vigilia della nuova stagione venatoria hanno dato vita a una collaborazione che attraverso un piano di lavoro triennale congiunto miri a...