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La decisione su Latorre rinviata al 12 settembre

La corte suprema indiana deciderà solo venerdì sulla possibilità di far tornare in Italia il marò. E il quotidiano Hundistan Times lancia nuove accuse nei confronti dei fucilieri

Ricomincia il valzer dei rinvii. Una cosa cui purtroppo siamo abituati. La Corte Suprema indiana ha infatti deciso di aggiornare a venerdì 12 settembre l'udienza in cui dovrà esprimersi sulla richiesta avanzata dai difensori di Massimiliano Latorre. Il marò, colpito da un attacco ischemico, è stato recentemente dimesso dall'ospedale da New Delhi e gli avvocati chiedono la possibilità di farlo tornare in Italia per evitare il ripetersi di episodi simili. Ma per ora la Corte ha deciso di non decidere. O meglio, ha chiesto al governo un parere sulla richiesta presentata dalla difesa. Inoltre ha accettato di esentare Latorre dall'obbligo di firma presso il commissariato di polizia per due settimane. Una notizia che non cancella la vergogna di giudici che, da oltre due anni, giocano con la vita dei nostri marò.        Pubblicazione di Giorgia Meloni.     Nuove accuse. E mentre la Corte fa melina il quotidiano indiano Hindustan Times lancia nuove accuse ai due fucilieri italiani. Citando un funzionario del ministero dell'Interno, il giornale scrive che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone cercarono presumibilmente di coprire il loro operato spingendo il capitano della petroliera Enrica Lexie a inviare un rapporto per le organizzazioni internazionali di sicurezza marittima in cui si sosteneva che i pescatori erano armati e che questo fu alla base della decisione di sparare. Secondo i dati a disposizione del quotidiano, la mail è stata inviata ad un'organizzazione per la sicurezza marittima che l'avrebbe poi inoltrata all'International Maritime Organisation, agenzia dell'Onu per il rafforzamento della sicurezza via mare. «Ma - si legge - quando durante le sue indagini l'Agenzia nazionale per la sicurezza (Nia) indiana ha interrogato il capitano della Enrica Lexie questi ha negato di essere stato testimone dell'incidente e della sparatoria, dichiarando di aver redatto la mail sotto la pressione dei marò accusati. L'obiettivo era quello di presentare i pescatori come pirati».

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