Attualità

Kiev respinge il cessate il fuoco: solo fumo negli occhi

Sembrava che soffiasse finalmente un timido vento di pace nella crisi tra Kiev e Mosca. Ma è stata solo un’illusione. L'Ucraina ha infatti deciso di respingengere il piano per un cessate il fuoco...

Sembrava che soffiasse finalmente un timido vento di pace nella crisi tra Kiev e Mosca. Ma è stata solo un’illusione. L'Ucraina ha infatti deciso di respingengere il piano per un cessate il fuoco nell'est del Paese, proposto dal presidente russo, Vladimir Putin. «È un altro tentativo per mandare il fumo negli occhi alla comunità internazionale, prima del summit della Nato» che si apre questa mattina a Newport, in Galles, ha affermato il premier ucraino, Arseniy Yatseniuk. «Si tratta di una manovra per scongiurare l'inevitabile decisione dell'Unione europea di comminare un'altra tornata di sanzioni contro la Russia», ha sottolineato Yatseniuk. Il presidente russo ha proposto un piano in sette punti per mettere fine al conflitto in Ucraina che prevede lo stop di tutte le «operazioni offensive» di soldati e miliziani, il ritiro delle unità di Kiev a una distanza dalle città che impedisca di bersagliarle con l'artiglieria, un controllo internazionale «imparziale» e uno scambio dei prigionieri, oltre all’apertura di corridoi umanitari e alla riparazione delle infrastrutture distrutte. Prima di tornare sui suoi passi, Kiev aveva annunciato un «cessate il fuoco permanente» nell'est del Paese dopo una telefonata tra Petro Poroshenko e Vladimir Putin. Il capo del Cremlino aveva fatto sapere che non spetta a Mosca accordarsi per far tacere le armi, in quanto non è parte in causa, ma aveva annunciato il piano in sette punti dicendosi fiducioso che ai negoziati di Minsk si possa arrivare a un accordo tra Kiev e ribelli entro venerdì. In seguito il governo ucraino aveva modificato l'annuncio, parlando solo di «regime di cessate il fuoco». Sul terreno, la situazione sembra più tranquilla, anche se colpi di artiglieria sono risuonati ancora a Donetsk e si è appreso che 87 soldati ucraini che erano rimasti intrappolati nella città di Ivolaysk sono morti. I ribelli si sono detti disponibili a risolvere il conflitto per vie politiche, pur insistendo per il ritiro delle truppe ucraine. Da Tallinn, Obama ha parlato di «un’opportunità»: «Se la Russia è pronta a trovare una soluzione politica, allora lo siamo anche noi». Il presidente americano ha però avvertito che «i confini non possono essere ridisegnati con la canna della pistola» e quindi «non sarà accettata nessuna occupazione russa di nessuna parte dell'Ucraina».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.