Attualità

Il tragico bilancio dell'Onu: "1900 migranti morti nei primi sei mesi del 2014"

L'Unchr presenta i propri dati sull'immigrazione: "L'Italia non deve essere lasciata sola". Gli arrivi sono già il doppio di quelli registrati nel 2013

Una marea inarrestabile che l'Italia, fino ad oggi, si è trovata ad affrontare da sola. I dati forniti dall'Unhcr (l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati ndr) sul fenomeno immigrazione sono impressionanti. Non fosse altro perché certificano in maniera inequivocabile lo stato in cui il nostro Paese si trova a operare quotidianamente. Anche per questo, secondo le Nazioni Uniti, è giunto il momento di "un'azione europea urgente e concertata". Perché anche se l'operazione Mare Nostrum ha "consentito di salvare migliaia di vite", la situazione resta drammatica. Secondo le stime dell'Unchr, nei primi sei mesi del 2014, sono 1.889 le persone morte nel tentativo di raggiungere le coste europee: 1.600 solo a giugno. La Libia è il Paese dal quale si registra il maggior numero di partenze. L'Italia, ovviamente, quello dove si registra il maggior numero di arrivi. Non a caso, se nel 2013 erano circa 60.000 le persone sbarcate, ad oggi sono già più del doppio: 124.380. In aumento anche le richieste d'asilo: 25.026 in soli sei mesi (nell'intero 2013 erano state 27.830). L'incontro al Quirinale. E proprio di immigrazione hanno parlato oggi il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il ministro dell'Interno Angelino Alfano. A quanto si apprende il presidente della Repubblica avrebbe  espresso "vivo apprezzamento" per le proposte illustratre dal ministro che domani a Bruxelles incontrerà il commissario Cecilia Malmstrom.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.