C’è una svolta nel macabro omicidio consumatosi a Mirandola, nel modenese, dove ieri sono stati rinvenuti i cadaveri decapitati dei coniugi Pietro Ferdinando Casari, 82 anni, e Vincenza Giannini, 74 anni. La procura ha disposto oggi il fermo nei confronti del figlio 54enne della donna.
A far scattare i soccorsi era stata una vicina di casa, allarmata dall’assenza dei due dirimpettai da alcuni giorni. Giunti sul posto insieme ai Vigili del Fuoco e al 118, gli agenti del Commissariato di Mirandola hanno rinvenuto i corpi esanimi e le teste ancora presenti nell’appartamento.
I rilievi della Squadra Mobile, del Commissariato locale e della Polizia Scientifica, uniti alle testimonianze raccolte sul posto, hanno subito stretto il cerchio attorno al 54enne.
A casa dell’uomo sono infatti stati trovati, spiegano dalla Procura di Modena che coordina le indagini, gli strumenti presumibilmente utilizzati per compiere gli omicidi oltre che “evidentissime e copiose tracce ematiche”. Il grave quadro indiziario è stato completato dalle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti, acquisite immediatamente dalla polizia giudiziaria.
L’indagato, sottoposto a fermo per duplice omicidio aggravato, è stato condotto in carcere. Nelle prossime ore la Procura richiederà al gip la convalida del fermoe l’applicazione della misura cautelare ritenuta idonea.
