Erano diretti in Italia i circa 200 immigrati, in maggioranza somali ed eritrei, che si trovavano a bordo del barcone naufragato al largo di Tripoli ieri sera. Lo ha affermato l'ufficiale della Guardia costiera di Tripoli fornendo il bilancio della nuova tragedia del mare: solo 16 persone sono state tratte in salvo ma almeno altre 170 risultano disperse mentre sono 17 i cadaveri recuperati. Tra i corpi ripescati, quello di un bambino con indosso un giubbotto salvagente. Il naufragio è avvenuto davanti al litorale di Guarabouli, a circa 60 chilometri a est di Tripoli, dove sono stati trovati i resti del barcone in legno. Quando la Guardia costiera locale è arrivata sul luogo del disastro, a circa un chilometro dalla spiaggia, l'imbarcazione era totalmente affondata. La Guardia costiera di Garabouli inoltre non è dotata di equipaggiamento per effettuare questo genere di soccorsi e ha preso in prestito alcune barche di pescatori per intervenire. Le 16 persone salvate sono state rilasciate. Tra i superstiti c'è anche una bambina di un anno. Non si fermano gli sbarchi. Sono complessivamente 1.373 i migranti tratti in salvo, la notte scorsa, da navi della Marina militare e da motovedette della Guardia costiera nel canale di Sicilia, nell'ambito dell'operazione Mare nostrum. I 1.373 migranti sono stati trasbordati sulla nave Fasan, per essere condotti a terra.
Libia, affonda barcone con duecento migranti
Un'altra tragedia al largo delle coste libiche. A bordo somali ed eritrei diretti in Italia: 170 dispersi, recuperati 17 cadaveri tra cui quello di un bambino con il giubbotto salvagente
