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Trovata una scatola nera

La Procura acquisisce i tracciati radar. Disposto l’esame del dna sui resti recuperati

La speranza che siano ancora vivi è molto esile, quasi pari allo zero. Ma la priorità è sempre quella: rintracciare due dei piloti dei Tornado che potrebbero essere sopravvissuti allo scontro aereo di martedì pomeriggio nei cieli dell’Ascolano. O, perlomeno, rientrare in possesso di quello che rimane dei loro cadaveri. Dopo il ritrovamento di quelli che apparterrebbero a due dei quattro capitani coinvolti nel tragico incidente, ieri si è diffusa la notizia che erano stati individuati altri resti umani nella zona di Tronzano, non lontano da Casamurana. Proprio a Casamurana, sempre ieri, sarebbe stato recuperato un paracadute arancione. Ambedue notizie non confermate dall’Aeronautica, che ha invece consegnato alla Mobile di Ascoli Piceno la «scatola nera», il Flight Data Recorder (Registratore dati di volo) di uno dei velivoli. L’apparecchiatura, però, sarebbe stata danneggiata dal rogo infernale scaturito dallo scontro e, quindi, non è certo che possa fornire informazioni sulla dinamica dell’incidente. Per capire che cosa è esattamente successo, se l’impatto è stato frontale o sei i jet volavano affiancati, sarebbe stato utile analizzare i tracciati radar. La procura di Ascoli li avrebbe acquisiti ieri, ma i segnali non sarebbero chiari. I due velivoli quindi, potrebbero essere usciti dal campo di azione del sistema radar proprio negli attimi cruciali precedenti l’incidente e lo schianto a terra. In mattinata nel palazzo della Procura si è tenuto un vertice per coordinare le indagini (un’inchiesta parallela è condotta dalla procura militare di Verona). Anche se nessuna ipotesi viene esclusa, i magistrati stanno vagliando seriamente la possibilità di un errore umano. Presa in considerazione, però, anche l’avaria di uno dei due «caccia»: mentre i Tornado sfrecciavano a bassa quota sopra le frazioni di Venarotta, Tronzano e Casamurana alcuni testimoni avrebbero notato comportamenti «anomali» nel volo. Valutazioni che, però, dovranno essere analizzate accuratamente. Testimonianze, foto e filmati sono comunque all’esame degli inquirenti. Gli investigatori delle squadre mobili delle diverse città interessate hanno interrogato i tecnici delle quattro strutture in cui sono registrati i tracciati radar dei voli militari di Abano Terme, Brindisi, Falconara e Poggio Renatico. Nel fascicolo delle toghe ascolane, che fino all’altro ieri conteneva solo l’ipotesi di reato di disastro colposo, si è aggiunto ieri quello di omicidio colposo. La Procura ha pure disposto l’esame del dna sui resti dei corpi già recuperati, che sono semicarbonizzati e, di conseguenza, non hanno consentito l’identificazione. Per quanto riguarda i resti ritrovati ieri, invece, i carabinieri hanno spiegato che «potrebbero appartenere a un terzo pilota disperso» ma, hanno aggiunto, «dobbiamo ancora verificare». Le ricerche si sono estese, rispetto ai giorni precedenti, su un’area di circa sessanta ettari. La zona è molto impervia e difficile da controllare, anche se l’incendio è stato completamente domato e questo dovrebbe favorire il lavoro dei soccorritori. I mezzi aerei del Corpo forestale dello Stato, dopo aver concluso le operazioni di spegnimento dei vasti roghi divampati nella zona della collisione, saranno nei prossimi giorni a supporto dell'Aeronautica e del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico per fornire il necessario appoggio logistico e per il trasporto in loco del personale che continuerà le ricerche dei dispersi. «Massima attenzione», fa sapere l’Aeronautica, «è posta anche al recupero sul terreno dei materiali e di tutto ciò che è necessario a portare a compimento l’indagine tecnica». La fase successiva sarà dedicata al ripristino ambientale e paesaggistico delle aree coinvolte. Il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Pasquale Preziosa, ha incontrato familiari e colleghi dei quattro «Diavoli rossi» del sesto stormo di Ghedi, Mariangela Valentini, Paolo Piero Franzese, Giuseppe Palminteri e Alessandro Dotto, portando loro il messaggio di condoglianze del ministro della Difesa Roberta Pinotti. Nelle ultime ore messaggi di cordoglio e di vicinanza sono giunti, tra gli altri, dal presidente della Camera Laura Boldrini, di quelli delle commissioni Difesa e Bilancio di Camera e Senato e dell’ex ministro della Difesa Mario Mauro. Ammesso che i resti umani recuperati siano di due dei piloti, altri due continuano a mancare all’appello. E, come abbiamo detto, le speranze di trovarli in vita sono ridottissime. «Ma noi li cerchiamo - hanno sottolineato i vigili del fuoco di Ascoli - come se fossero ancora vivi...».

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