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Roma, strappa la bimba dalle braccia della nonna

Terrore in strada: un uomo tenta di rapire un piccola di due anni. Poi rischia il linciaggio della folla. IL TESTIMONE «L’ho preso a borsettate per farlo scappare»

Dopo aver tentato di rapire la piccola di due anni, strappandola alla presa della nonna che la stava accompagnando al parco vicino a casa, ha rischiato il linciaggio della folla. Questione di attimi: quello sconosciuto, un 49enne incensurato originario di Verona che probabilmente le teneva d’occhio già da un po’, si è avvicinato senza tentennamenti, ha scaraventato la nonna a terra e afferrato la bimba per la vita, le grida di aiuto disperate, di entrambe, hanno richiamato l'attenzione dei passanti, che dopo averlo braccato hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. «Lasciatemi perdere, non volevo farle niente di male, quella bambina volevo solo salvarla», ha farneticato l'uomo davanti agli agenti prima del trasferimento al pronto soccorso e poi al carcere di Regina Coeli, dove è rinchiuso accusato di tentato sequestro di persona e lesioni personali. Dieci giorni di prognosi anche per la nonna, che si è ferita nella caduta sbattendo la testa contro il palo del semaforo pedonale e la cui reazione, nonostante il dolore, è stata determinante per evitare che l’aggressore si allontanasse con la sua nipotina portandola via di corsa, chissà dove. Il tentato rapimento è avvenuto ieri mattina all'Appio, tra l’Appia Nuova e la traversa di via Turno, proprio davanti a villa Lazzaroni, dove del resto erano diretti nonna e nipotini che vivono a poche centinaia di metri. Un percorso abituale, quello che avrebbero dovuto percorrere, tra la pizzeria in cui la famiglia è solita far merenda e il parco che frequentano spesso. La donna, 52 anni di origine moldava ma residente da una vita nel quartiere, teneva la mano di entrambi i bambini che aveva in custodia, la più piccola di due anni nata a Roma e il fratellino di 10, quando improvvisamente si è avvicinato l’aggressore, Marco Rosadoni di 49 anni residente a Roma senza un lavoro stabile con la passione per la chitarra, faccia mai vista in zona a sentire i numerosi testimoni che dopo l'accaduto l'hanno riconosciuto in qualche video musicale pubblicato su youtube: «Musicista, originario del Veneto ma residente a Roma, ho frequentato il conservatorio», scrive sul doppio profilo sui social network. Rosadoni ha prima spinto a terra la nonna, che è finita come detto contro il palo di un semaforo dell’attraversamento pedonale, nell’intento di allontanarla dalla bambina, che è stata poi afferrata all’altezza della vita. «Lasciami, aiuto», gridava lei, mentre tutt’attorno si è scatenato il panico. Compresa la situazione, in diversi sono intervenuti per bloccare l’uomo e trarre in salvo la bambina, l’hanno trattenuto e probabilmente solo l’arrivo tempestivo di due pattuglie, del commissariato Appio e del reparto volanti, ha evitato l’accanimento: in evidente stato confusionale e con qualche ematoma sulla parte destra del volto, è stato accompagnato in ospedale e poi in commissariato. «Non ho fatto niente, lasciatemi stare, la volevo liberare, solo con me i bambini sono al sicuro», avrebbe risposto agli agenti che gli chiedevano il perché di quel folle gesto. Raptus isolato non premeditato, si è pensato in un primo momento, in ogni caso le indagini proseguono senza tralasciare alcun dettaglio. «La nonna perdeva sangue dalla testa - continuano dalla pizzeria al taglio frequentata spesso dalla mamma e dai suoi bambini per la merenda mattutina - eppure nonostante il dolore continuava a gridare aiuto e a cercare di trattenere la piccola, fortunatamente l’hanno preso prima che potesse allontanarsi altrimenti non sappiamo come sarebbe finita, si sono spaventati tutti a morte anche perché episodi simili, almeno in questa zona che è tranquilla, non se ne sono mai sentiti». La prontezza della donna, che nonostante le ferite procurate dalla caduta ha cercato di difendere in ogni modo la nipotina riuscendo così a rallentare l’azione dell’aggressore e richiamare l’attenzione dei passanti, ha evitato il peggio. Proprio lei, più tardi, ascoltata dagli agenti, ha riferito di aver notato quell’uomo qualche attimo prima del tentato rapimento, una presenza che l’aveva insospettita, quasi si sentisse seguita o comunque osservata negli spostamenti. Il clima generale ha accelerato anche il lavoro delle forze dell’ordine, che hanno scortato il responsabile in auto allontanandosi in tutta fretta dal luogo dell’accaduto. La presenza di uomini in borghese aveva fatto sospettare, in un primo momento, la presenza di altri complici di Rosadoni: «Lui era con uno scooter ma poi abbiamo visto un’altra auto sfrecciare via, abbiamo preso il numero di targa, a bordo c'erano due persone». Versione poi smentita dagli agenti, che continuano le indagini sul caso affidato al pm Mario Dovinola. Rosadoni, trasportato a Regina Coeli, è accusato di tentato sequestro di persona e lesioni, per oggi si attende la convalida dell’arresto.

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