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La Cassazione: illegittima l’espulsione della Shalabayeva

È stato «illegittimo» il provvedimento con il quale Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Muktar Abliazov, alla fine di maggio del 2013 fu espulsa dall'Italia. Lo sostiene la Corte di...

È stato «illegittimo» il provvedimento con il quale Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Muktar Abliazov, alla fine di maggio del 2013 fu espulsa dall'Italia. Lo sostiene la Corte di Cassazione nella sentenza della Sesta sezione civile, depositata ieri, che ha accolto il ricorso della donna contro il provvedimento del giudice di pace di Roma che aveva convalidato il suo trattenimento nel Cie di Ponte Galeria, annullandolo senza rinvio. Per la Suprema Corte, «il decreto di trattenimento e la convalida sono da ritenersi palesemente illegittimi». La moglie del dissidente Ablyazov era stata rimpatriata in Kazakistan con la figlia, appunto, da un decreto del giudice di pace di Roma. La sentenza della Cassazione sottolinea che è stato ignorato il diritto di asilo e che ora alla Shalabayeva spetta un risarcimento. «Siamo felici di questa pronuncia che è peraltro la naturale conclusione della vicenda che accoglie tutti gli spunti e le riflessioni che avevamo, insieme al professore Cerulli Irelli sottolineato nell'atto che era all'attenzione della Corte di Cassazione» ha affermato l'avvocato Riccardo Olivo che ha seguito la vicenda. «Il provvedimento della Cassazione - continua Olivo - sembra accoglere in toto le ragioni della signora Alma Shalabayeva e che finalmente ricorstruisce la vicenda per come la signora l'ha vissuta e noi l'abbiamo rappresentata a tutte le autorità con cui ci siamo interfacciati». L’irruzione notturna nell’abitazione di Casal Palocco dove risiedeva Alma Shalabayeva era stata fatta per cercare suo marito e non per finalità di prevenzione e repressione dell’immigrazione irregolare, sottolinea la Cassazione elencando l’irruzione notturna tra le anomalie che hanno caratterizzato il caso Shalabayeva e l’operato delle forze di polizia. Inoltre sempre secondo la Cassazione «La contrazione dei tempi del rimpatrio e lo stato di detenzione e sostanziale isolamento» nel quale è stata tenuta Alma Shalabayeva «dall’irruzione alla partenza, hanno determinato nella specie un irreparabile vulnus al diritto di richiedere asilo e di esercitare adeguatamente il diritto di difesa».

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