Il gip di Trapani Lucia Fontana ha convalidato il fermo di Aminta Altamirano Guerrero, la trentatreenne messicana accusata di aver ucciso con una dose massiccia di psicofarmaci il figlio di 5 anni trovato morto lunedì mattina nel suo letto in un appartamento di via Amendola ad Alcamo (Trapani). La giovane madre resta dunque nel carcere trapanese "San Giuliano", dov'e' reclusa da martedì notte con l'accusa di omicidio volontario. Interrogata ieri dal giudice, l'indagata ha negato ogni addebito, sostenendo che il bambino avrebbe assunto da solo le medicine eludendo la sua sorveglianza. Tuttavia, per gli inquirenti sarebbe stata la madre ad avvelenare il piccolo come lascerebbe intendere il rinvenimento di un biglietto d'addio scritto dalla stessa e di un flacone di antidepressivi, trovato vuoto e chiuso con tappo di sicurezza nel sacchetto dei rifiuti. Alcuni testimoni, sentiti dagli investigatori, avrebbero rivelato che fino alla sera prima della tragedia, la donn avrebbe manifestato l'idea di uccidere il piccolo e di farla finita. Un "quadro indiziario forte" per il procuratore capo di Trapani Marcello Viola che coordina le indagini insieme al sostituto Sara Morri.
Bimbo ucciso dagli psicofarmaci, convalidato il fermo della madre
Secondo gli inquirenti sarebbe stata lei ad avvelenare il piccolo. Un flacone di antidepressivi vuoto è stato trovato nel sacchetto dei rifiuti