Missili siriani con tecnologia cinese per colpire Israele. I micidiali M 302 Khaibar dotati di sistemi made in China WS-1 sarebbero stati forniti dall’Iran alle milizie palestinesi e hanno una gittata di oltre cento chilometri in grado di colpire Tel Aviv e Gerusalemme. Lo rivendica la stessa Teheran con un tweet: «Abbiamo armato Hamas per distruggere Israele». La Terra Santa è così di nuovo sull'orlo di una nuova guerra. E dopo sei anni Tel Aviv si prepara a invadere la Striscia di Gaza. Il presidente israeliano Shimon Peres, in una intervista alla Cnn, ha infatti precisato che l'offensiva di terra potrebbe cominciare «a breve» se Hamas non fermerà i lanci di razzi su Israele. «Li abbiamo avvisati. Gli abbiamo chiesto di fermarsi - ha detto Peres - abbiamo atteso un giorno, due, tre e loro hanno continuato. E hanno sparso il loro fuoco su molte aeree di Israele». Il monito di Peres arriva dopo lo «scatto» in avanti del premier Netanyahu. Che al termine di una consultazione con i responsabili militari a Beer Sheva, nel Neghev, ha detto: «L'operazione sarà estesa e proseguirà fino a quando gli spari verso le nostre città non cesseranno del tutto e la calma ritornerà». Israele vuoe acceleare perché una nuova minaccia potrebbe arrivare dal confine con la Siria. Infatti ieri i mujaheddin di Al Nusra hanno conquistato un altro posto di frontiera sul Golan dove l’esercito siriano è stato praticamente spazzato via. Al Nusra potrebbe attaccare Israele da Nord. Non solo. I timori di un’escalation regionale arrivano anche dall’Iraq, dove il Califfato jihadista ha a dispoizione missili Scud a lunga gittata ed elicotteri da combattimento. Sottratti all’esercito regolare iracheno. Intanto il bilancio provvisorio delle vittime degli attacchi sferrati da Israele a Gaza parla di 35 morti e 300 feriti. Altre 5 persone sono rimaste uccise in un attacco aereo israeliano nel campo profughi di al-Maghazi (Gaza). Secondo il ministero della Sanità a Gaza, tra le vittime c’erano anche quattro donne e tre bambini. Israele promette di rafforzare l'offensiva contro Hamas mentre proseguono i raid aerei di su Gaza in risposta al costante lancio di razzi dalla Striscia da parte dei militanti palestinesi. «Abbiamo ucciso terroristi di differenti ranghi - ha detto il ministro della difesa israeliano Moshè Yaalon - e questa operazione continuerà e sarà intensificata. Da parte nostra non sarà una battaglia di breve durata». Secondo l'esercito israeliano dall'inizio dell'operazione «Margine protettivo», lunedì notte, sono stati lanciati 225 razzi, mentre solo la notte scorsa l'aviazione israeliana ha effettuato 160 raid su Gaza su un totale di 430 attacchi aerei. I razzi di Hamas per ora sono stati intercettati dal sistema di difesa aerea israeliano Iron Dome. Da parte sua, l'ala militare di Hamas ha annunciato che d'ora in poi tutti gli israeliani vengono considerati obiettivi. Israele ha autorizzato il richiamo di 40mila riservisti, centinaia dei quali hanno già preso posizione attorno a Gaza. Il «Medio Oriente in queste ore sta vivendo un peggioramento della situazione», ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini incontrando il suo omologo russo, Serghei Lavrov, a Mosca. Il presidente palestinese Abu Mazen in un discorso tv ha detto di aver sentito le «fazioni e i leader di Hamas a Gaza. Tutti hanno riferito di essere per la continuazione della tregua e contro l'escalation». Secondo la stessa fonte, Abu Mazen ha avuto un colloquio telefonico con il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sissi, al quale ha chiesto di intervenire nella crisi. La Giordania ha chiesto di fermare i raid israeliani, lo stesso la Lega Araba. Ma i governi della Regione sono praticamente impontenti e troppo preoccupati dell’avanzata dell’esercito islamico che vuole annientate i vecchi regimi arabi.
Missili iraniani per colpire Israele
Teheran: "Abbiamo armato noi Hamas"
