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Rinviato a giudizio l’ex braccio destro di Nieri

Per ottenere tre contratti di lavoro a tempo determinato, presso il comune di Roma e la regione Lazio, avrebbe fatto credere di aver conseguito una laurea in giurisprudenza, conseguita all'università...

Per ottenere tre contratti di lavoro a tempo determinato, presso il comune di Roma e la regione Lazio, avrebbe fatto credere di aver conseguito una laurea in giurisprudenza, conseguita all'università La Sapienza. Per questo motivo Andrea Bianchi, 42enne romano accusato di truffa e falso ideologico dal pubblico ministero Corrado Fasanelli, è stato rinviato a giudizio. Era il maggio del 2008 quando l'imputato aveva compilato un curriculum vitae in cui attestava di aver conseguito la laurea in giurisprudenza. L'uomo, secondo gli inquirenti, avrebbe persino dichiarato di avere svolto una tesi importante: «La contrattazione collettiva dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni». Forte del titolo di studi falsamente conseguito, allegando anche una dichiarazione sostitutiva che certificava l'avvenuto conseguimento della laurea nel 1998, avrebbe richiesto di poter lavorare per la pubblica amministrazione, inducendo quindi in errore il direttore della direzione regionale che si occupa dell'organizzazione del personale della Regione Lazio. Andrea Bianchi aveva così ottenuto un contratto di lavoro, diventando responsabile della segreteria dell'assessore al bilancio della Regione. Grazie a questo impiego, tra il gennaio del 2008 e il maggio del 2010, era riuscito a guadagnare circa centoquarantacinquemila euro. Dall'agosto del 2013 fino ad ottobre dello stesso anno invece, sempre mettendo in scena la stessa truffa, l'imputato avrebbe lavorato per l'amministrazione comunale di Roma. In tre mesi aveva così incassato altri 15mila euro. Successivamente, nel marzo di due anni fa, sempre con le stesse modalità, era diventato responsabile della segreteria del gruppo consiliare «Sinistra Ecologia e Libertà», ai tempi in cui il capogruppo era l'attuale vicesindaco Luigi Nieri. Questa volta aveva guadagnato 120mila euro. Successivi controlli avrebbero confermato l'assenza del titolo conseguito e così l'uomo, che non sarebbe mai stato seduto tra i banchi dell'università, dopo essere stato rinviato a giudizio, dovrà accomodarsi in quelli di un'aula del tribunale penale di piazzale Clodio.

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