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Mose, arrestato Milanese per corruzione

L'ex deputato Pdl in manette nell'ambito dell'inchiesta che ha già portato all'arresto di 35 persone. Sequestrati beni per 500 mila euro

Marco Milanese, ex consigliere del ministro Giulio Tremonti, è stato arrestato per corruzione dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta sul Mose. A chiedere la misura di custodia cautelare per Milanese, che era già indagato, la procura di Venezia; secondo quanto filtra da ambienti investigativi sarebbero infatti stati acquisiti nuovi elementi. Gli atti dell'indagine da cui emergerebbe un coinvolgimento dell'ex generale della Guardia di Finanza Emilio Spaziante e di Milanese sono stati assegnati dal procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati ai pm Luigi Orsi e Roberto Pellicano. Entrambi fanno parte del dipartimento che si occupa dei reati contro la Pubblica amministrazione guidato dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo. La settimana scorsa questi atti erano arrivati da Venezia a Milano ed erano stati assegnati per competenza dal pm di turno a Robledo. A questo punto era intervenuto Bruti che, di fatto, aveva tolto il fascicolo a Robledo, "auto-assegnandoselo". Ora, dei risvolti milanesi dell'inchiesta nata in Laguna se ne occuperanno due pm del dipartimento di Robledo ma non il procuratore aggiunto al quale il fascicolo era stato in un primo momento assegnato. Un episodio che potrebbe portare nuovamente a uno scontro tra i due dopo che il Csm ha archiviato nei giorni scorsi l'esposto presentato da Robledo in cui venivano ipotizzate irregolarita' nell'assegnazione dei fascicoli da parte del suo capo.   Sequestrati beni per 500 mila euro. Il Gip ha accolto, con un'ordinanza di oggi, la richiesta avanzata lo scorso 10 giugno dalla Procura di Venezia. Come spiega un comunicato stampa, il Gip ha emesso a carico di Milanese anche un decreto di sequestro preventivo di 500mila euro, come "prezzo del reato, consegnato a Milanese tra l'aprile e il giugno del 2010 in virtu' del ruolo di consigliere politico dell'onorevole Giulio Tremonti, all'epoca Ministro dell'Economia, al fine di far ottenere al Consorzio Venezia Nuova finanziamenti inizialmente esclusi dalle delibere del Cipe dell'anno 2010".

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