Senza tempo per mangiare, al massimo per ingurgitare al volo qualche biscotto offerto dai volontari della protezione civile. Appiccicato addosso, come ci dice un agente presente in porto, «l' odore allucinante» che ancora impregna la banchina su cui sono da pochissimo sbarcate le ultime vittime del mare. Sulle spalle una pressione enorme, la responsabilità di individuare prontamente gli scafisti da assicurare alla giustizia per tamponare le critiche di chi vede nell'operazione Mare Nostrum solo un gigantesco assist ai mercanti di morte. La squadra mobile di Ragusa è in prima linea da mesi nel gestire un'emergenza sbarchi che a Pozzallo non conosce soluzioni di continuità. Non si lamentano, gli agenti sul campo in forze ridottissime. Ma spiegano che le difficoltà operative ad oggi sono tante e che per affrontare la situazione degnamente non servono solo strategie e strutture diverse, ma anche più personale. «Nel 2013 erano arrivate 3.500 migranti, quest'anno invece in soli sei mesi ne sono arrivati 13.000. O spostano gli arrivi anche su altri porti italiani oppure questa rischia di essere una situazione ingestibile». A spiegarlo restando anonimo è uno degli agenti impegnati senza sosta ad accogliere migranti e a stanare i loro carnefici sui barconi. Oggi sono quindici gli uomini messi a disposizione dal capo della polizia per fronteggiare la maxi ondata. «E le cose sono migliorate», ci viene spiegato. «Se mi avessi chiesto tre mesi fa ti avrei detto che la situazione era ingestibile, oggi va meglio. Il problema è che se a Milano si verificano tre rapine il giorno dopo vengono mandati cento uomini in centro, qui è un po' diverso, ma sono scelte». Qualche consiglio, approfittando dell'anonimato più rigoroso, da chi affronta quasi a mani nude un fenomeno di portata storica arriva. «Forse», ci dice un agente, «se la Marina oltre a fornire soccorso in mare dispiegasse i propri uomini anche a terra, come per esempio accade a Mineo, noi potremmo dedicarci anche ad altre attività e svolgerle meglio». Anche perché in questo momento l'emergenza sbarchi «assorbe in buona parte il lavoro della questura». Nessuna volontà di fare polemiche però, nemmeno dopo giornate di lavoro stremanti. «Non ci sentiamo abbandonati, non ce la faccio a dirvi che va tutto male. Noi ce la stiamo cavando e finalmente negli ultimi tempi esiste un maggiore coordinamento, ma questa pressione non può continuare in eterno». Sotto il profilo dell'ordine pubblico vengono segnalati pochi problemi. «Quando il sindaco in passato ha lanciato allarmi in questo senso, avrà parlato da politico. Per quello che vediamo noi, la situazione è pienamente sotto controllo». Ieri il primo cittadino della nuova porta d'Europa Luigi Ammatuna, interpellato da «Il Tempo» proprio mentre attendeva sul molo l'arrivo del peschereccio carico di morti, non era in vena di polemiche. Pur denunciando un calo di presenze nelle strutture turistiche, per quest'estate, di circa il 30 per cento, ha anzi affermato che «la popolazione di Pozzallo non vive quest'emergenza, perché il porto dista 2 chilometri dal centro». Un sterzata a 180 gradi rispetto a quando, per esempio nell'agosto dello scorso anno, parlava di una città «in mano agli immigrati». Ma se il ponte aereo sollecitato dal prefetto di Ragusa al ministro dell'Interno ha alleggerito momentaneamente la pressione, restano per chi deve garantire la sicurezza anche alcuni problemi meno noti all'opinione pubblica. «È vero che i migranti in arrivo quest'anno, a differenza del passato, sono richiedenti asilo e dunque molto più disciplinati e collaborativi», ci viene per esempio spiegato. «Ma spesso e volentieri abbiamo notato che moltissimi di loro rifiutano il fotosegnalamento. Questo è uno dei veri problemi per la sicurezza ed è anche molto strano: chi ci garantisce che ad arrivare dalla Siria o dai paesi africani non sia un terrorista invece di una persona in fuga da una guerra?». Un altro problema difficile da gestire è poi quello dei minori. «L'accoglienza immediata è fantastica», ci spiegano. «Tra tutti si cerca di farli svagare, di fargli trovare giocattoli e vestiti. Poi però è molto difficile collocare i minori non accompagnati nei centri idonei. Letteralmente non se li vogliono prendere».
«Noi, con l’odore di morte addosso»
Parlano i poliziotti in servizio a Pozzallo che accolgono i migranti dall’Africa «È un massacro, se non spostano gli arrivi altrove la situazione qui è ingestibile»
