Gli applausi «taroccati» dai media al congresso del Sap. E ora la «foto scandalo» di un extracomunitario immobilizzato sul pavimento di un commissariato. L’ha pubblicata ieri, in prima pagina, «La Repubblica». Il titolo: «Quell’uomo a terra legato mani e piedi, shock per la foto nel commissariato». Accanto un commento: «Il dovere di denunciare gli abusi», di Michele Serra. Il commissariato è quello di via Romagna, a Monza. L’episodio risale al 28 maggio. Verso le 18 una «volante» trova nei giardini pubblici un bengalese ferito. L’uomo denuncia di essere stato aggredito poco prima da un cittadino marocchino durante una lite per futili motivi e descrive l’aggressore. Scatta la caccia. L’uomo viene fermato. Si chiama Hayani Mouhim Younes, ha 30 anni ed è in «evidente stato di ubriachezza molesta». Durante il trasporto e poi in commissariato, il nordafricano urla come un pazzo: «Siete dei bastardi! Vi ammazzo tutti! Ci vediamo fuori di qui», recita il verbale di arresto. Inoltre, tenta di provocarsi «volontariamente delle lesioni, comportamento che costringeva gli operanti ad assicurarlo con le manette in dotazione». Viene «notiziato» il pm di turno. Quando gli agenti cercano di portarlo in Questura per i rilievi fotodattiloscopici e antropometrici, Hayani dà «in escandescenza, colpendo più volte il mezzo con calci alle portiere e dando delle testate al finestrino posteriore, urlando e minacciando nuovamente di morte gli operanti». Pertanto, visto «l’incontenibile stato di ubriachezza» dell’uomo, «si richiedava l’intervento di un’autolettiga». Ma «i sanitari non riuscivano nemmeno a rilevare i parametri dell’Hayani» perché «dava in escandesceze alla loro vista». Hayani si scaglia contro i sanitari e un agente interviene per fermarlo, procurandosi una lesione al polso destro. Verrà giudicato guaribile in 15 giorni. Finalmente il medico di turno della Asl riesce a dare allo scatenato marocchino un «farmaco per tranquillizzarlo». «L’arrestato aveva spedito un mio collega e un extracomunitario all’ospedale e poi quell’uomo è stato processato per direttisima e condannato a otto mesi di reclusione - spiega il segretario del Sap Gianni Tonelli - Cosa dobbiamo fare quando interveniamo in simili situazioni anche al fine di preservare tossicodipendenti, ubriachi ed esagitati da conseguenze giuridiche e fisiche peggiori? Se la persona non viene coattivamente bloccata, quali danni può cagionare a se stessa e agli altri?». Tornando agli applausi al congresso Sap, Tonelli ha ribadito che si è trattato di «una taroccatura fatta ad arte e in malafede per screditare il nostro sindacato: i video che mostrano al nostro convegno gli applausi ai poliziotti condannati per il caso Aldrovandi, infatti, sono palesemente falsi», sottolinea Tonelli, che ha annunciato che mercoledì, alle 11.30, il Sap terrà una conferenza stampa davanti Montecitorio, nel corso della quale «attraverso un grande schermo 4 metri per 3 appositamente installato, sarà mostrato a giornalisti, parlamentari e cittadini un nostro video che dimostra come sulla vicenda degli applausi sia stata operate una strumentalizzazione senza precedenti». Alle 17 il Sap inconterà il ministro Alfano. L’applauso mandato in onda, precisa Tonelli, «era indirizzato a un poliziotto, Gianni Spagnulo, protagonista nel 2013 di uno sfogo durante un servizio di ordine pubblico a Bologna» e non agli agenti coinvolti nel caso Aldrovandi. «Gli applausi, invece, - conclude Tonelli- sono stati montati come falsa notizia sul caso Aldrovandi per veicolare un messaggio menzognero. Non abbiamo in alcun modo applaudito la morte di qualcuno, né abbiamo mancato di rispetto al dolore della famiglia di Federico Aldrovandi.
Dai video alle foto È caccia al poliziotto
Il Sap: «Immagini strumentalizzate per colpirci»
