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Ponza, l’isola da sogno a un «passo» dalla Capitale

Saranno i delfini ad accogliere i turisti ospiti delle isole pontine durante la traversata di un paio d’ore che separa le sei «sorelle selvagge» del Tirreno dalla terraferma. Sono Ponza, Palmarola,...

Saranno i delfini ad accogliere i turisti ospiti delle isole pontine durante la traversata di un paio d’ore che separa le sei «sorelle selvagge» del Tirreno dalla terraferma. Sono Ponza, Palmarola, Gavi, Zannone, Ventotene e Santo Stefano. Ponza è tappa «obbligata» per i turisti soprattutto romani e milanesi divisi tra il Circeo e il golfo di Gaeta, ma anche per gli appassionati di snorkeling e pesca subacquea. Poco più di sette chilometri quadrati, Ponza è la più grande delle «sorelle» ed è un concentrato di scorci, tradizioni e vita mondana. Si raggiungono da Formia, S.Felice Circeo, Terracina ed Anzio: quando arrivi le case del porto, appoggiate le une alle altre, disegnano un acquerello di case dipinte nei colori pastello. L’isola regina fra le «sorelle» è la più frequentata e non è raro incontrare tra i vicoli i vip arrivati in yatch o per una vacanza in una delle residenze esclusive celate alla vista dei comuni mortali. Qui i paparazzi hanno immortalato le attrici Monica Bellucci, Manuela Arcuri, ma soprattutto una bellissima Sofia Loren alla sua prima visita nel 1953, appena 19enne e già sotto i riflettori di mezzo mondo; stilisti del calibro di Fendi, Valentino e Armani. Ponza ha attratto anche Barbra Streisand, Nicolas Cage, i reali del Belgio Carolina di Monaco, vera habituée dell’isola. La dolce vita romana sovente si sposta proprio tra le romantiche piscine naturali e la spettacolare Chiaia di Luna, anche se più gettonata è la baia della vicina Palmarola: acqua cristallina e profumata, scogliere e falesie in un’area naturale protetta. Se Ponza conquista la vista, è vero anche che seduce il palato: il mare dona tonni e orate, le campagne capperi e lenticchie. Ventotene, dal canto suo, è una lingua di appena 3 chilometri affascinante e ricca di storia, la più adatta a chi vuole vivere il relax. Qui i ritmi rallentano, diventano morbidi come nelle spiagge sudamericane. Nota già agli antichi greci e romani, che vi hanno dimorato sfruttandone la pescosità delle acque, oggi è ancora un borgo marinaro elegante e festoso. In epoca fascista divenne confino per Pertini, Terracini, Spinelli e altri personaggi non graditi al regime ed è qui che nel 1941 fu redatto il documento «Per un’Europa libera e unita», famoso appunto come «Manifesto di Ventotene». Dai suoi belvedere si può scorgere la vicina S.Stefano, disabitata e dominata dal carcere borbonico.

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