Attualità

Romano arrestato a pochi giorni dalle europee

L’accusa: avrebbe fatto pressioni per far nominare un direttore sanitario dell’Asl

L’accusa è di aver compiuto pressioni sull’Asl di Caserta, al fine di controllare le nomine nei ruoli strategici. Per questo ieri mattina, a poche ore dalle elezioni europee, è stato arrestato e messo ai domiciliari Paolo Romano, presidente del Consiglio regionale della Campania, in quota Nuovo centrodestra (Ncd), a capo della commissione anticamorra. Un colpo che giunge quando mancano tre giorni alla fine della campagna elettorale alla quale Romano stava partecipando. Nei suoi confronti è ipotizzato il reato di tentata concussione sul dg dell’Ente sanitario, Paolo Menduni, il quale ha consentito ai magistrati - coordinati dal procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo - di ricostruire la presunta rete di pressioni compiute anche grazie ad articoli giornalistici pubblicati sulla Gazzetta di Caserta. Nel registro degli indagati, con la stessa accusa di Romano, il consigliere politico del presidente, l’avvocato Francesco Pecorario, il consigliere regionale dell’Idv, Eduardo Giordano, e il giornalista-pubblicista Giuseppe Perrotta. Secondo il capo d’imputazione preliminare - come ricostruito grazie alle indagini del Nucleo di polizia tributaria della Finanza di Caserta - Romano, «nella qualità di presidente del Consiglio regionale», avrebbe mosso pressioni sul neo eletto direttore generale Menduni, affinché si allineasse ai suoi diktat per la nomina del direttore sanitario e direttore amministrativo. In particolare, avrebbe detto «al citato Menduni, che l’indicazione degli alti dirigente dell’Ente sanitario spettasse al presidente del Consiglio regionale e che dovessero essere scelti tra persone di fiducia al vertice politico». Affermazioni che, però, sarebbero state disattese dal manager pubblico, tanto da attivare una presunta «macchina del fango». Così, sarebbe partita un’ipotizzata campagna stampa denigratoria, oltre a un incontro nella sede del Consiglio regionale a Napoli, dove si sarebbero mosse accuse contro la gestione di Menduni. Secondo i pm, l’obiettivo di Romano sarebbe stato quello di inserire nell’assetto amministrativo dell’Asl soggetti di sua fiducia, così da «poter disporre di persone compiacenti nell’azione di direzione di un settore fondamentale e strategico, anche sul piano elettorale, dell’organizzazione amministrativa regionale. Evento - ha concluso la magistatura - non verificatosi per il rifiuto di assecondare le richieste illegittime da parte della persona offesa, che invece denunciava i fatti agli organismi competenti».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.