«Per me si va ne la città dolente / per me si va ne l'etterno dolore / per me si va tra la perduta gente». Hanno un sapore da inferno dantesco le parole che la nobildonna Marisela Federici - di ritorno da un viaggio nel suo Venezuela - ha affidato in questa intervista esclusiva al nostro giornale e che raccontano di un Paese sull'orlo «di una guerra civile». «Sa - spiega Donna Federici - io vado poche volte in Venezuela: l'anno scorso sono capitata al funerale di Chávez e questa volta ho assistito alla fine del regime di Maduro che è veramente maturo per l'addio, il popolo non ne può più. La situazione morale, sociale ed economica sono al limite, non c'è nulla da mangiare, non ci sono i viveri di primo bisogno tipo pane, pasta, zucchero, niente. Devono mandare gli aerei in e dal Costarica». Madame Federici, come è arrivata in Venezuela? «Ho fatto un viaggio dall'Argentina, sono andata in giro per l'America Latina e poi sono capitata a Caracas: grazie a Dio sono dovuta rientrare in Italia, per venire a Sanremo dove mi ha invitato Massimo Giletti, al dopoFestival di oggi». Per quale ragione dice «grazie a Dio»? «Perché mi sono salvata dal dramma del Venezuela grazie a Sanremo. Quando sono arrivata lì era il giorno in cui c'è stata la marcha, che poi sarebbe l'opposizione a Maduro, per le strade di Caracas. Lì hanno cominciato a manifestare contro Maduro perché il popolo è al limite della disperazione. Lui, Maduro, si nega, dice che è stato Chávez a volerlo come l'erede anche se gli hanno detto "ma come può Chávez aver detto questo se era intubato e non poteva parlare?". Poi c'è il popolo, che è rimasto molto male perché durante il funerale lui ha fatto sfilare una bara tarocca, a marzo, ai funerali di Chávez, e li stessi chavisti non lo sopportano più. Ed ora l'opposizione sta cercando di guadagnarsi il favore della vecchia guardia militare». In Venezuela sta cambiando un sistema di potere? «Con la morte di Chávez è finito un sistema, Maduro è un ignorante, gli manca il carisma, quello che aveva Chávez: vede il carisma a Chávez faceva perdonare pure gli sbagli, e ne faceva tanti». Che rischi intravede? «Tra i rischi per il Venezuela vedo la guerra civile, ma la intravedo al 100%. Io ho visto coi miei occhi elicotteri a testa d'uomo che sparavano sulla gente, una bellissima ragazza, Miss turismo, che è stata uccisa in modo bestiale per salvare la sorella». Signora Federici ma lei sta piangendo? «Per questa ragazza. È stata caricata su una moto, moribonda, 22 anni, ed è arrivata morta. Era bellissima. Le hanno sparato in testa, questi disgraziati. Questa immagine può diventare come quella del Crollo del Muro di Berlino, la morte di una giovane assassinata è la goccia d'acqua che fa traboccare il vaso perché oggi in tutto il Venezuela ci sono comizi per denunciare quanto è accaduto». Siamo alla Revolucion? «La morte della ragazza ha prodotto un problema sociale molto grave, la opposizione che Maduro, mistificando, chiama fascista, non ne può più. Tutti gli studenti si ribellano. Io l'ultima volta che lasciai il Venezuela - era per la morte di Chávez - era finito un regime con un uomo di cui, malgrado tutto, io avevo una certa stima perché era un uomo che aveva un ideale bolivariano purissimo. Una storia sporcata dall'arrivo di Maduro. Oggi l'indifferenza è il problema, indifferenza pure ai principi». Oggi lei parlerà in tv di Sanremo, perché? «Sono molto grata a Sanremo perché grazie a questa partecipazione, beh... mi è servito ad anticipare il rientro da quell'inferno di Caracas e così mi sono liberata da una situazione che finirà male, con una guerra civile violenta. Io faccio un appello al nuovo governo italiano di Matteo Renzi, affinché faccia qualcosa per questa situazione tragica del Venezuela». E di Sanremo, cosa dice? «Dico che quest'anno lo trovo molto mediocre, hanno dimenticato cosa siano le belle melodie di amore, le canzoni che abbiamo sentito sin qui sono politiche, hanno parole orrende. Vede, io dico che un signore come Fabio Fazio, con Luciana Littizzetto, ha giocato male: un evento che fai per la seconda volta e allo stesso modo, stanca il pubblico. E poi questo atteggiamento di tenere lei, la Littizzetto come una birichina: "non farlo", "non dire parolacce"; ma questa è una donna cresciuta e libera di pensiero che a quel punto ribatte, "lo dico, lo dico, lo dico" e spara una gran parolaccia. Trovo tutto questo penoso, un linguaggio volgare in una donna intelligente, non capisco. Perché il lusso senza cultura è un abuso. Bisogna abituarsi a vivere nel bello e quelle canzoni... sa perché sono orrende?». Perché? «Perché mancano di armonia. E l'armonia è bellezza. E la musica e la bellezza (speriamo) salveranno il mondo».
«Il Venezuela comunista è in ginocchio»
Sull’orlo di una guerra civile, la nazione è piombata nel buio dopo la morte di Chàvez
