Attualità

Riscoprire la fraternità contro povertà e guerre

Appello per il disarmo chimico e nucleare

Povertà, economica e relazionale; crisi finanziarie; guerre; corruzione e crimine organizzato. Piaghe che si possono riscontrare nella società contemporanea per le quali Papa Francesco indica un metodo, una soluzione possibile. Lo fa nel tradizionale messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio, il primo del nuovo Pontefice, intitolato significativamente «Fraternità, fondamento e via per la pace». Facile pensare a un’utopia. Lo stesso mons. Toso, segretario del Pontificio consiglio Giustizia e Pace, nella presentazione, ha ricordato come spesso i cristiani vengano derisi quando parlano di fraternità. Eppure, fu anche uno dei cardini della Rivoluzione francese. La differenza, però, è che la fraternità di stampo illuminista non ha solide radici perché taglia fuori la trascendenza, il rapporto con Dio. Proprio a questo rapporto si richiama il Papa. Ma, si chiede Francesco, «gli uomini e le donne di questo mondo potranno mai corrispondere pienamente all’anelito di fraternità, impresso in loro da Dio Padre? Riusciranno con le loro sole forze a vincere l’indifferenza, l’egoismo e l’odio, ad accettare le legittime differenze che caratterizzano i fratelli e le sorelle?». Secondo il Papa, la risposta è la croce di Cristo che rende tutti figli dello stesso Padre. E il luogo dove si impara questa fraternità è sempre la famiglia «soprattutto grazie ai ruoli responsabili e complementari di tutti i suoi membri, in particolare del padre e della madre. La famiglia è la sorgente di ogni fraternità, e perciò è anche il fondamento e la via primaria della pace». Il Papa indica la fraternità come premessa indispensabile per sconfiggere la povertà, a cominciare da quella «relazionale dovuta alla carenza di solide relazioni familiari e comunitarie. Assistiamo con preoccupazione alla crescita di diversi tipi di disagio, di emarginazione, di solitudine e di varie forme di dipendenza patologica. Una simile povertà può essere superata solo attraverso la riscoperta e la valorizzazione di rapporti fraterni in seno alle famiglie e alle comunità, attraverso la condivisione delle gioie e dei dolori, delle difficoltà e dei successi che accompagnano la vita delle persone». Ma c’è anche la crisi dell’economia, del nuovo «vitello d’oro» rappresentato dal denaro: secondo il Papa occorrono «opportuni ripensamenti dei modelli di sviluppo economico» e «un cambiamento negli stili di vita». Francesco parla anche espressamente dei conflitti in atto lanciando un appello accorato a rinunciare «alla via delle armi» per andare «incontro all’altro con il dialogo, il perdono e la riconciliazione. Tuttavia, finché ci sarà una così grande quantità di armamenti in circolazione come quella attuale, si potranno sempre trovare nuovi pretesti per avviare le ostilità. Per questo faccio mio l’appello dei miei Predecessori in favore della non proliferazione delle armi e del disarmo a cominciare dal disarmo nucleare e chimico». Infine, il Papa ricorda che «la fraternità genera pace sociale perché crea un equilibrio fra libertà e giustizia, fra responsabilità personale e solidarietà, fra bene dei singoli e bene comune. Una comunità politica deve, allora, agire in modo trasparente e responsabile per favorire tutto ciò». E alza forte il grido contro le organizzazioni criminali che «offendono gravemente Dio, nuocciono ai fratelli e danneggiano il creato, tanto più quando hanno connotazioni religiose». Il Papa, che oggi celebra l’anniversario dell’ordinazione sacerdotale, 44 anni fa, ricevendo le credenziali di 17 nuovi ambasciatori presso la S. Sede, ha anche lanciato un appello per mettere fine all’«orribile commercio di milioni di vittime del lavoro forzato, della tratta di persone per scopo di manodopera e di sfruttamento sessuale. Tutto ciò non può continuare: costituisce una grave violazione dei diritti umani delle vittime e un'offesa alla loro dignità».

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