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Via il cardinal Bertone Parolin segretario di Stato

Oggi la nomina dell’attuale nunzio in Venezuela

ROMA Oggi Papa Francesco dovrebbe nominare il nuovo Segretario di Stato, e dovrebbe essere Pietro Parolin, nunzio in Venezuela, e ancora arcivescovo. Il condizionale è d’obbligo, ma in verità la nomina sembra essere praticamente cosa fatta. Dopo aver scelto Fernando Vergez come nuovo segretario generale del governatorato dello Stato di Città del Vaticano (l’annuncio è di ieri), Papa Francesco sta mettendo finalmente insieme la sua squadra. E lo fa con una accelerata sui tempi che venivano previsti nei corridoi vaticani (c'era chi sosteneva che il nuovo Segretario di Stato sarebbe stato nominato il 16 di settembre, chi addirittura dopo l’incontro degli otto "saggi" cardinali previsto tra l’1 e il 3 ottobre). Dopo che Papa Francesco lo aveva ricevuto mercoledì scorso in udienza privata nella Domus Sanctae Martahe, la nomina di Fernando Vergez Alzaga come nuovo segretario del governatorato appariva ormai scontata. Legionario di Cristo proveniente dalla città spagnola di Salamanca, Vergez è stato fino ad ora a capo del settore delle Telecomunicazioni del governatorato dello Stato di Città del Vaticano, un incarico cui era arrivato dopo aver servito presso gli uffici del servizio internet del governatorato. Ma prima ancora Fernando Vergez era stato segretario personale del cardinale argentino Eduardo Pironio, motore e grande organizzatore delle Giornate Mondiali della Gioventù morto nel 1998. L’accelerata sulle nomine sembra dimostrare la volontà di Papa Francesco di affrontare con piglio deciso le questioni aperte. All’orizzonte c’è la riforma della Curia. Gli otto cardinali hanno già spedito alcune proposte a Roma, ma secondo alcuni Papa Francesco sa esattamente cosa vuole fare, e per questo - sottolinea un monsignore - ha «scelto come consulenti cardinali dei quali condivide fortemente il pensiero». All’orizzonte un nuovo concistoro straordinario, con almeno dieci nomi pronti per la berretta cardinalizia. Scontata quella a Parolin, abile diplomatico che si è fatto le ossa nella Segreteria di Stato guidata da Angelo Sodano e che ha dato buona prova di sé in Venezuela. Scontate anche le berrette rosse a Gehrard Ludwig Mueller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Ma la rosa di poco più di una decina di nomi dovrebbe contenere anche alcuni vescovi residenziali, come il vescovo di Rio Tempesta, reduce dalla Gmg di Rio de Janeiro. E intanto cresce la stella di Daniel Alejandro Giorgi, rettore del Seminario Maggiore di Buenos Aires e cresciuto sotto l’ala protettiva dell’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio. Il Papa avrà chiesto un cambio anche alla guida del Sacro Collegio?

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