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Giubileo di Vasco, 10 concerti all'Olimpico di Roma: "Una festa nazionale"

Carlo Antini
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L’attesa è finita. Vasco Rossi, che nei giorni scorsi aveva annunciato una serie di eventi per festeggiare i 50 anni di carriera a Roma, ha reso noto sui social il programma di quello che lo stesso rocker ha definito il «Giubileo di Vasco». «Un mese di festa nazionale - scrive sui social il Blasco - 10 concerti allo stadio Olimpico. La più lunga residency in uno stadio». Le date: 6, 7, 10, 11, 15, 16, 19, 20, 24 e 25 giugno 2027. La scelta di una residency articolata in più appuntamenti nasce da una precisa volontà del rocker: «Trasformare questo anniversario in un evento goduto e partecipato. Non un unico evento capace di concentrare centinaia di migliaia di persone in una sola giornata ma una grande festa diffusa, pensata per consentire a tutti di vivere l’esperienza del concerto con maggiore facilità, sicurezza e qualità». I biglietti saranno disponibili a partire da lunedì 6 luglio per Il Blasco Fan Club, da mercoledì 8 luglio per i titolari di carta Mastercard e da venerdì 10 luglio per la vendita generale. Dieci feste all’Olimpico per celebrare 50 anni della nostra storia e del nostro presente. Dieci notti per scrivere un’altra pagina di leggenda con la consapevolezza che nessun numero, nessun record, nessuna celebrazione sarà mai più forte della sua musica, dell’energia del rock e dell’emozione dell’incontro sotto al palco tra Vasco e il suo pubblico. Il primo annuncio è stato dato a Bari durante la prima delle due date allo stadio San Nicola, nel corso di un tour partito al grido di «Non siamo mica gli americani...che loro possono sparare agli indiani» e accolto da un entusiasmo travolgente in ogni tappa: da Rimini a Ferrara fino a Olbia e Bari.

Quella in programma nel 2027 sarà la più lunga residency in uno stadio della storia del rock, alla quale parteciperanno oltre 500 mila persone distribuite nei dieci concerti in programma. Sarà un rito collettivo, una scarica elettrica che partirà dal palco e arriverà fino all’ultima fila. Un traguardo che, per molti, sarebbe solo un’occasione per celebrazioni nostalgiche. Per Vasco, invece, sarà l’ennesimo punto di partenza. Lo stadio diventerà un unico respiro. Non legge il pubblico, lo anticipa. Sa quando alzare il ritmo, quando abbassare la voce, quando lasciare che siano le mani alzate a fargli da coro. Vasco non ha mai smesso di essere «il ragazzo» che parlava a chi si sentiva fuori posto. I suoi testi sono cresciuti con lui ma il nervo è rimasto lo stesso: libertà, rabbia, amore senza filtri. E i suoi concerti continuano a trascinare generazioni diverse. L’energia dal vivo non è nostalgia. È attualità. È la dimostrazione che l’autenticità del rock non smette di rinnovarsi. E finché ci sarà una folla pronta a cantare «Bollicine» e «Albachiara» a squarciagola, Vasco continuerà a stupire e a battere tutti i record del suo «Giubileo».
 

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