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Abolizione del bollo auto, ecco dove guardare nella carta di circolazione e cosa c'è da sapere

Ignazio Riccio
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Da gennaio 2027 milioni di automobilisti italiani non pagheranno più il bollo. Ma prima di cancellare la scadenza dall'agenda, conviene fare una verifica che richiede pochi minuti: aprire il libretto di circolazione e controllare un dato preciso, quello della potenza del motore.

Il taglio della tassa automobilistica, annunciato dalla premier Giorgia Meloni, riguarda infatti i veicoli con potenza non superiore agli 80 kW, alimentati a benzina o gasolio (anche in versione ibrida). Per sapere se la propria auto rientra in questa soglia non serve fare calcoli complicati: basta individuare, sul documento unico di circolazione (o sulla vecchia carta di circolazione), la sigla P.2, che indica appunto la potenza massima del veicolo espressa in kilowatt.

 

Chi è abituato a pensare in cavalli può fare una rapida conversione: un kW corrisponde a circa 1,36 CV, quindi il limite di 80 kW equivale grosso modo a 109 cavalli. È il taglio che comprende gran parte delle utilitarie di uso quotidiano, dalle city car alle berline di fascia media ma anche qualche modello di suv e crossover.

Non è l'unico dato utile. La casella P.3 specifica il tipo di alimentazione: solo benzina, gasolio o combinazioni ibride con questi due carburanti danno diritto all'esenzione, mentre le auto elettriche pure e quelle a metano o GPL restano fuori dal beneficio (pur godendo spesso di altre agevolazioni). Anche la data di prima immatricolazione, riportata alla voce B, può risultare utile per chi possiede più ciclomotori, come vedremo più avanti.

Qui arriva il punto che genera più confusione, ed è bene chiarirlo subito: il beneficio non si somma tra i mezzi posseduti dalla stessa persona. Se un contribuente è proprietario sia di un'automobile sia di un motociclo entrambi sotto la soglia degli 80 kW, l'esenzione scatta per un solo veicolo.

 

Il meccanismo, come previsto dalla norma, privilegia l'automobile: chi ha già diritto allo sconto su una vettura non può ottenerlo anche sul motoveicolo. L'esenzione per moto e ciclomotori, infatti, si applica solo a chi non risulta già beneficiario dello sgravio su un'auto con potenza pari o inferiore a 80 kW.

Anche tra veicoli della stessa categoria vale una sola esclusione: chi possiede più automobili agevolabili ottiene il beneficio esclusivamente per quella meno potente; in caso di parità di potenza, si guarda a quale delle due genererebbe l'importo di tassa più basso. Regola simile per chi ha più motocicli, mentre per i ciclomotori il criterio di scelta diventa la data di prima immatricolazione più antica.

Il provvedimento, che secondo le stime del governo interesserà oltre 13 milioni di automobili e circa 1,1 milioni di motoveicoli, avrà per ora un costo stimato in 2,3 miliardi di euro, con un trasferimento equivalente alle Regioni per compensare il mancato incasso. Meloni ha tenuto a precisare che la cancellazione della tassa non si limiterà al solo 2027: la copertura per gli anni successivi, ha spiegato, sarà definita nella prossima legge di Bilancio, aprendo la strada a un'abolizione destinata a diventare permanente.

Nel frattempo, per chi vuole sapere se rientra già oggi nel taglio annunciato, il consiglio resta lo stesso: prima di ogni altra cosa, dare un'occhiata al proprio libretto.

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