Crans Montana, le accuse esplosive: traffico d'armi e mercenari dietro al finanziatore dei Moretti
Traffico illegale di armi, reclutamento non autorizzato di mercenari in Africa e riciclaggio di denaro in collaborazione con criminali di guerra. Sono queste le accuse che uno dei legali delle vittime dell'incendio del locale di Crans-Montana avrebbe formalmente presentato davanti alle procure di Sion, Parigi e Berna nei confronti di Daniel Donnet-Monay. Gli addebiti, riportati dalla stampa elvetica, proiettano nuove ombre sulle attività dei coniugi Jacques e Jessica Moretti, indagati per la strage di Capodanno in cui hanno perso la vita 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite. Il collegamento tra Donnet-Monay e i Moretti risiederebbe nel fatto che sarebbe stato proprio lui, attraverso la fiduciaria da lui fondata, la Aags, a rendere possibile l'apertura del disco-pub a Crans concedendo ai coniugi un prestito di ventimila euro.
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Stando agli atti in possesso del legale, parte civile nel procedimento per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e incendio, la Aags rappresenterebbe il nucleo centrale di una costellazione di società con attività ben lontane dalla consulenza fiscale e amministrativa. Tra queste figura la Algemira Sa, con sede a Martigny, che avrebbe rifornito di equipaggiamenti militari le forze di sicurezza di alcuni Paesi africani: nel catalogo comparirebbero granate, lacrimogeni, accecanti, mirini ottici per armi automatiche tra cui l'AK-47 e l'M-16, scudi a scarica elettrica fino a due milioni di volt e droni militari con un carico utile di cinquanta chilogrammi. Secondo la ricostruzione del legale, queste forniture sarebbero state gestite attraverso la Svizzera in assenza delle autorizzazioni richieste dalla Segreteria di Stato dell'economia. Sempre tramite la Algemira Sa, tra il 2017 e il febbraio 2020 sarebbero stati inviati in Costa d'Avorio istruttori bielorussi con il compito di addestrare le forze armate locali all'impiego e alla manutenzione dei carri armati Cayman.
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Un'altra società riconducibile a Donnet-Monay, la Vici Sa di Losanna, avrebbe invece operato nel settore dell'intelligence legittima. Un contratto di intermediazione del 17 aprile 2020 attesterebbe una partnership diretta tra la Vici e la Algemira e l'ex gendarme francese Robert Montoya, a sua volta indagato in Francia per favoreggiamento in crimini contro l'umanità. Il legale ipotizza inoltre l'esistenza di un sistema di scatole cinesi che avrebbe coinvolto i membri del consiglio di amministrazione della Aags in ruoli apicali e come prestanome di società estere, garantendo uno scambio di fatture per 822mila franchi relative a una presunta infrastruttura informatica, spesso con importi identici e numerazioni sovrapposte. A destare ulteriori sospetti sarebbero i bilanci di alcune società del gruppo: la Swiss Digital Services Sa avrebbe gonfiato in un solo anno il valore di un presunto software sviluppato internamente da circa 120mila a oltre 441mila franchi, presentando al contempo un patrimonio netto fortemente negativo e uno stato di sovraindebitamento mai sfociato in alcuna istanza fallimentare. Spetterà ora alle tre procure competenti proseguire le indagini e, in particolare a quella di Sion, accertare se la rapida ascesa imprenditoriale di Jacques Moretti sia stata resa possibile attraverso il reimpiego di denaro di provenienza illecita.
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