Garlasco, i video intimi e quell'intercettazione sul sangue: le carte in mano ai pm
Nel nuovo sviluppo dell’inchiesta sul delitto di Garlasco, la Procura di Pavia (che ha chiuso le indagini su Andrea Sempio accusato di omicidio volontario pluriaggravato da crudeltà e motivi abietti, ndr) torna a concentrare l’attenzione su un elemento apparentemente secondario ma che, secondo gli investigatori, avrebbe assunto un peso crescente: una chiavetta USB da 2 gigabyte appartenuta a Chiara Poggi. Il dispositivo, rinvenuto anni fa nel cestino in vimini dietro la televisione della cucina della villetta di famiglia, era stato inizialmente considerato privo di contenuti rilevanti. Le analisi informatiche dell’epoca lo avevano infatti restituito come “vuoto”, a causa della cancellazione dei file. Una nuova consulenza tecnica avrebbe permesso di ricostruire la presenza di materiali video privati, riconducibili alla giovane e al fidanzato dell’epoca, Alberto Stasi.
“Dritti verso la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio”. L'indagine chiuderà a brevissimo
Secondo quanto riportato dal “Corriere della Sera”, quei filmati sarebbero transitati proprio attraverso la chiavetta prima di essere trasferiti e in parte cancellati, finendo poi anche su altri supporti informatici della vittima. Un passaggio che, per gli inquirenti, diventa centrale nella nuova ricostruzione del caso.
L’elemento che ha acceso ulteriormente l’attenzione della Procura riguarda però una conversazione registrata nel 2025 da Andrea Sempio. Nel corso di un lungo monologo in auto, l’uomo avrebbe fatto riferimento a una “penna” contenente proprio video intimi della coppia. Per gli investigatori, si tratterebbe di un dettaglio significativo, poiché la presenza di quei contenuti sulla chiavetta sarebbe emersa solo successivamente, attraverso la nuova perizia tecnica.
Tg1, Marco Poggi ai carabinieri: "Mi state influenzando"
La difesa dell’indagato ha però fornito una lettura completamente diversa: Sempio avrebbe semplicemente ironizzato su quanto stava ascoltando in un podcast dedicato al caso Garlasco, senza alcuna consapevolezza del valore probatorio dei contenuti citati. Una versione che si contrappone alla tesi degli inquirenti, secondo cui il riferimento sarebbe invece spontaneo e difficilmente frutto di suggestioni esterne.
Un ulteriore passaggio dell’indagine riguarda la giornata del 20 luglio 2007, quando Sempio si sarebbe trovato nella casa dei Poggi insieme a Marco Poggi. In quella circostanza, secondo l’accusa, un file video realizzato dallo stesso Sempio sarebbe stato trasferito sul computer della vittima. Un dettaglio che viene letto dagli investigatori come possibile prova di un accesso diretto ai dispositivi informatici di Chiara.
Proprio Marco Poggi è stato nuovamente ascoltato dagli inquirenti. Durante l’interrogatorio avrebbe mantenuto un atteggiamento prudente, definito dagli investigatori come difensivo e poco collaborativo nel fornire risposte nette su alcuni passaggi chiave. In particolare, il fratello della vittima avrebbe mostrato cautela nel trattare gli elementi che coinvolgono Sempio, suo amico di lunga data. “Mi state influenzando”, si sarebbe difeso evitando di rispondere ad alcune domande.
Chiuse le indagini su Sempio: perché i pm sono convinti che ha ucciso lui Chiara
Nel corso degli accertamenti, inoltre, emergono altri elementi collaterali: alcune intercettazioni in cui si fa riferimento a “sangue in grande quantità”, presunti accessi non autorizzati a profili social di colleghe per la ricerca di immagini private e l’acquisto di fotografie a contenuto erotico. Episodi che, pur non essendo direttamente collegati al delitto, vengono comunque inseriti nel quadro più ampio tracciato dagli investigatori per delineare il profilo dell’indagato.
Sempio, convocato nuovamente a Pavia, ha scelto di non rispondere alle domande dei magistrati, rimanendo in silenzio per tutta la durata dell’interrogatorio.
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