Virus Chikungunya, “Dolori debilitanti e rischio epidemia globale”. Scatta l'allerta
L’estate del 2025 si annuncia complicata sul fronte delle malattie trasmesse da zanzare. Dopo l’allerta per il virus West Nile, è il virus Chikungunya a far scattare l’attenzione delle autorità sanitarie internazionali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un avviso chiaro: il rischio di un’epidemia globale è concreto. Il virus ha già colpito pesantemente l’isola francese de La Réunion, dove – secondo la responsabile dell’Oms Diana Rojas Alvarez – un terzo della popolazione è stato infettato nei primi mesi dell’anno. L’infezione si è poi estesa a Madagascar, Somalia, Kenya e India, ma preoccupa soprattutto la sua comparsa in Europa, dove si registrano i primi casi autoctoni, ovvero contratti localmente.
Video su questo argomento
Vaia tranquillizza tutti sul virus: “Allarmismi inutili”. Ecco cosa deve fare l'Italia | GUARDA
In Francia, l’agenzia Dira ha segnalato oltre 800 casi importati dal 1° maggio, a cui si aggiungono 12 focolai locali nel sud del Paese. La regione dell’Occitania è tra le più colpite: dal 1° maggio al 22 luglio sono stati confermati 88 casi importati e 7 autoctoni, la maggior parte dei quali nel dipartimento dell’Hérault. Anche l’Italia è in stato di allerta. Un caso è stato identificato a San Marino di Bentivoglio, in provincia di Bologna, mentre un secondo sospetto riguarda un viaggiatore recentemente rientrato. Nel comune di Rovigo è scattata una disinfestazione straordinaria dopo che un residente dell’Emilia Romagna ha trascorso lì un periodo significativo ed è stato poi segnalato come possibile caso di Chikungunya.
“Il virus può durare settimane”. Ecco i 5 sintomi del West Nile, come riconoscerli
Il virus, spiega Il Mattino, è trasmesso da zanzare femmine del genere Aedes, le stesse responsabili di dengue e Zika. Si tratta di insetti attivi soprattutto di giorno, che si riproducono in ambienti con acqua stagnante. Il cambiamento climatico, l’urbanizzazione e l’aumento dei viaggi internazionali stanno ampliando l’area di diffusione di questi vettori. I sintomi si manifestano tra i 4 e gli 8 giorni dopo la puntura: febbre improvvisa e forti dolori articolari, spesso debilitanti. Secondo l’Oms, il dolore può persistere per settimane o mesi, talvolta anche più a lungo. Tra gli altri disturbi si segnalano gonfiore alle articolazioni, dolori muscolari, mal di testa, stanchezza e rash cutanei. Generalmente si guarisce senza complicazioni, ma in alcuni casi – soprattutto tra anziani, neonati o persone fragili – possono verificarsi problemi di tipo cardiaco, neurologico od oculare. Attualmente non esiste una cura specifica: si ricorre ad antipiretici, analgesici, idratazione e riposo. Il paracetamolo è il farmaco più indicato, almeno finché non venga esclusa la co-infezione con dengue. Sono disponibili due vaccini, ma non sono ancora diffusi su larga scala.
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo