La sinistra, le Ong e i profeti dei porti aperti non ne parlano, eppure l'11 marzo scorso mescolato tra i migranti è arrivato a Messina l'ennesimo terrorista. Si tratta di un siriano di 18 anni accusato di avere combattuto nelle fila di Jabat al Nusra, l'erede di Al Qaida in Siria. Imbarcato con altri 222 persone in Libia, era riuscito ad arrivare sulle nostre coste ma è stato arrestato venerdì 21 aprile nel Centro per il rimpatrio di Pian del Lago in provincia di Caltanissetta. Secondo quanto si apprende la Digos avrebbe recuperato alcuni file che confermano la sua militanza jihadista.
Migranti, Sallusti ferma Simona Bonafè: "Signora, non è una favola". Delirio migranti"È rassicurante che la professionalità e la competenza degli operatori della Polizia di Stato si siano confermate anche in occasione dell’arresto, in un cpr siciliano, di un giovane siriano indiziato di appartenere a una pericolosa organizzazione terroristica internazionale - ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi - Questa operazione, infatti, conferma la capacità di svolgere una capillare attività di controllo anche in un momento di particolare pressione migratoria sulle nostre coste. Questo episodio dovrebbe indurre ad una maggiore riflessione da parte di chi sottovaluta gli effetti di una immigrazione che si vorrebbe senza controlli e le sue ripercussioni in termini di sicurezza".
