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Morte Maurizio Costanzo, da Giorgia Meloni a Luciano Spalletti e Vittorio Sgarbi: tutte le reazioni

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Tanti ricordi, stima e affetto. Sono centinaia le personalità del mondo della politica, del giornalismo, dell'arte e della cultura che hanno voluto esprimere la propria stima nei confronti di Maurizio Costanzo, il grande giornalista scomparso a Roma all'età di 84 anni. Tra i primi a pubblicare un messaggio sui social è stato proprio il premier Giorgia Meloni: «Ci lascia Maurizio Costanzo: icona del giornalismo e della tv, che ha saputo raccontare anni difficili con coraggio e professionalità. Grazie per aver portato nelle case degli italiani cultura, simpatia e gentilezza. Un pensiero a sua moglie Maria e ai suoi cari. Buon viaggio». Un pensiero anche da parte dei presidenti di Camera e Senato. «Con Maurizio Costanzo se ne va un professionista serio e preparato, un volto storico del giornalismo e della tv, un conduttore radiofonico, uno sceneggiatore, uno scopritore di talenti e tanto altro ancora - ha detto Ignazio La Russa - Per decenni il suo salotto ha raccontato i mille volti e le tante sfaccettature della nostra Nazione tenendo compagnia agli italiani in moltissime serate. Alla sua famiglia giungano le mie sincere condoglianze». Gli fa eco il presidente della Camera Lorenzo Fontana: «Esprimo il mio cordoglio per la scomparsa di Maurizio Costanzo. L’Italia perde un grande giornalista, un uomo di cultura, autore di programmi che hanno innovato il linguaggio televisivo del nostro Paese. Rivolgo alla famiglia le più sentite condoglianze». Fino al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha sottolineato l'importanza della sua lotta alla mafia. «Con Maurizio Costanzo ci lascia un grande giornalista, una persona colta e per bene che ha raccontato, con capacità uniche, importanti vicende del nostro Paese. Indimenticabile il suo contributo nella lotta alla mafia. Mi stringo al dolore dei suoi cari e della moglie Maria».

Commozione anche da parte della sinistra. Tra i primi a ricordarlo Goffredo Bettini: «Mi disse: "Goffredo, se in qualsiasi circostanza e a prescindere dalla trama e dal significato del testo che si sta recitando, un personaggio entra in scena camminando faticosamente perché ricurvo sotto il peso di una grande scatola, scatta immediatamente un applauso. Insomma: far vedere la fatica, la sofferenza, la difficoltà e chiedere, implicitamente, l’aiuto di chi ti guarda, è sempre il modo migliore per suscitare empatia e approvazione». Poi aggiunse: «Questo vale tantissimo anche in politica. E Francesco deve saper suonare anche questi tastì». «Tenni conto di queste considerazioni così acute, seppure semplici. E anche Rutelli. Mi è venuto in mente di raccontare quest’episodio perché Costanzo era proprio così: privo di una vera appartenenza politica, era generoso nell’elargire consigli e suggerimenti. Del tutto gratuitamente, per curiosità, per amore della scena pubblica in tutte le sue forme, per amicizia. È una presenza che mancherà, per questo, a tante persone diverse tra loro». E proprio Francesco Rutelli ha voluto esprimere il proprio cordoglio. «Sono scioccato per la morte di Maurizio Costanzo - ha scritto Rutelli su Facebook - Ci siamo incontrati ancora poche settimane fa, con nuove idee e progetti. Maurizio è stato un amico di famiglia per me e per Barbara e ci ha dato quasi l’idea di essere immortale; ci siamo scambiati consigli preziosi; il suo matrimonio con Maria ha sancito una nuova fase creativa e affettiva della sua vita. La vita di un grande "raccontatore" ed esploratore della nostra Italia; di un uomo coerente dalle battaglie per i diritti civili alla sfida a viso aperto alle mafie, che hanno fallito nel proposito di ucciderlo. Maurizio mi mancherai e non smetterò di ricordarti».

 

 

 

Infinito l'affetto anche da parte del mondo della cultura e dello spettacolo. Vittorio Sgarbi ha voluto sottolineare che "Maurizio Costanzo non è morto, perché muore chi non lascia eredità di affetti e lui l’eredità di affetti l’ha lasciata. Ha creato un modello di format televisivo senza precedenti. Quello che lui ha inventato molti anni fa, partendo da giornalista quale è sempre stato, è diventato poi show, spettacolo, teatro, musica, canzoni«. A dirlo all’Adnkronos è il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, commentando la scomparsa di Maurizio Costanzo. "Lui ha fatto una grande tradizione popolare che era telegiornale, Sanremo, teatro, cinema. Ha inventato un concept che racconta la realtà come un telegiornale ma la apre a servizio del mondo, con degli ospiti che ogni sera sono chiamati a raccontare la loro storia individuale". Tra questi personaggi c’è lo stesso Sgarbi, salito alla ribalta proprio sul palco del "Maurizio Costanzo Show". "Io sono uscito da quello che ho chiamato vincita al Casino, cioè quando fai saltare il banco. Io, esondando e parlando di altro, ho vinto, sono uno dei migliaia di personaggi scoperti da lui, alcuni dei quali per la loro capacità o per la loro possibilità di far saltare il banco hanno avuto l’occasione per affermarsi - spiega Sgarbi - Lui è stato un grande impresario teatrale, ha dato a tanti una grande possibilità. Ripeto, Costanzo non è morto". Commovente Gianni Morandi su Facebook. "24 febbraio. È un grande dolore. Ci conoscevamo da sempre. Gli volevo bene. Ciao, Maurizio". Fino a Simona Ventura: «Ho sempre pensato che questo giorno non sarebbe arrivato mai. Per la persona che sei, la cultura che hai sempre elargito e la tua sagace ironia, questo Paese perde tantissimo. Abbraccio infinitamente Maria, Gabriele, Camilla e Saverio. Eri Vita. Buon viaggio».

E non poteva essere da meno il mondo dello sport. L'allenatore del Napoli, Luciano Spalletti ha dichiarato: «Ho appreso da poco della morte di Costanzo, sono molto dispiaciuto, perdiamo un uomo della televisione importante per le tante cose che ha fatto e sono vicino al dolore della famiglia».

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