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Maremoto a Stromboli, parte l'onda tsunami: cosa succede alle Eolie

Luca De Lellis
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Tra maltempo, trombe d’aria, allagamenti e alluvioni nel Sud Italia la situazione meteorologica sta prendendo una piega preoccupante. Specie per le conseguenze sulla vita degli abitanti. Danni che fortunatamente non sono stati causati dal maremoto verificatosi a largo dell’isola vulcanica di Stromboli, dal quale è scaturita un’onda tipica di un piccolo tsunami, alta circa un metro e mezzo. Gli immediati accertamenti della Protezione Civile hanno escluso ulteriori disastri. Questo il comunicato dell’ente governativo: “Intorno alle 16.20 si è registrato un distacco dalla sciara del fuoco del vulcano Stromboli che ha generato un’onda di maremoto di 1,5 metri. Sull’isola sono entrate in azione le sirene per allertare la popolazione. Dalle verifiche effettuate, non sono stati segnalati danni a persone o cose. Il Dipartimento continuerà a eseguire l’evoluzione dell’evento in costante contatto con le autorità locali e Ingv (Istituto nazionale geofisica e vulcanologia, n.d.r.)”.

 

Non è la prima volta che l’isola siciliana è esposta a fenomeni naturali di questo genere. Esattamente 20 anni fa, il 30 dicembre del 2022, una frana di circa 16 milioni di metri cubi di materiale, provocò un maremoto che colpì le coste dell'isola e raggiunse anche le altre isole Eolie, nonché le coste della Calabria e della Sicilia. In quella circostanza le onde arrivarono fino a 10 metri di altezza, scaturendo disastri di maggior rilievo, ma non in termini di morti o feriti. Oggi, la storia si ripete. Ma come ha dichiarato Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, ci conforta “sapere che i sistemi di allarme abbiano funzionato e che il Centro operativo comunale sia stato prontamente istituito”. Momentaneamente “si lavora per dare sistemazione ad una trentina di cittadini invitati a lasciare a titolo precauzionale le proprie abitazioni”.

 

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