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Twitter non vuole sottomettersi ad Elon Musk: ecco il piano di battaglia

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Twitter non vuole Elon Musk al comando. Il social network ha adottato un piano contro le operazioni ostili, chiamato 'poison pill', come strategia difensiva a seguito dell'opa da 43 miliardi lanciata dal ceo di Tesla. Lo riporta Cnbc specificando che il board ha votato all'unanimità per l'adozione del piano. Il 'piano dei diritti degli azionisti' ha durata limitata ed è previsto scada il 14 aprile 2023. Stando alla nuova struttura, se una persona o un gruppo acquisisce la proprietà effettiva di almeno il 15% delle azioni ordinarie di Twitter senza l'approvazione del consiglio, gli altri azionisti potranno acquistare azioni aggiuntive a un prezzo di favore. L'obiettivo è diluire la partecipazione del potenziale acquirente.

 

 

"Il piano - spiega una nota di Twitter - riduce la probabilità che qualsiasi entità, persona o gruppo acquisisca il controllo di Twitter accumulando azioni sul mercato aperto senza pagare a tutti gli azionisti un premio appropriato o senza fornire al Consiglio tempo sufficiente per formulare giudizi informati e intraprendere azioni nel migliore interesse degli azionisti". Twitter osserva poi che il piano non impedirebbe al board di accettare un'offerta di acquisizione nel caso in cui ritesse che sia nel migliore interesse della società e dei suoi azionisti.  La 'poison pill' è una manovra difensiva "prevedibile", sebbene possa essere vista come un "segno di debolezza" e considerata in modo sfavorevole a Wall Street, precisa l'analista di Wedbush Securities Daniel Ives in una nota inviata via email.

 

 

Ieri Musk si è offerto di comprare Twitter, pochi giorni dopo che lo stesso ceo di Tesla ha detto che non sarebbe più entrato nel consiglio di amministrazione della società di social media. Il miliardario attualmente possiede poco più del 9% delle sue azioni e ha fornito una lettera alla società, contenente una proposta di acquisto per le restanti azioni di Twitter di cui non è già in possesso. Musk ha offerto 54,20 dollari per azione. "Ho investito in Twitter perché credo nel suo potenziale di essere la piattaforma per la libertà di parola in tutto il mondo, e credo che la libertà di parola sia un imperativo sociale per una democrazia funzionante", riferisce Musk nel documento pubblicato ieri. "Tuttavia, da quando ho fatto il mio investimento mi rendo conto che l'azienda non potrà né prosperare né servire questo imperativo sociale nella sua forma attuale. Twitter ha bisogno di essere trasformato come una società privata", continua. Sempre ieri durante un'intervista sul palco alla conferenza Ted 2022, il ceo di Tesla aggiunge che "avere una piattaforma pubblica che sia massimamente affidabile e ampiamente inclusiva è estremamente importante per il futuro della civiltà".

 

 

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