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Variante Delta, lo scenario choc del ministero sulle vacanze: casi, ricoveri e decessi

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La variante Delta continua la sua corsa in Europa e senza le necessarie contromisure si rischia "un repentino e significativo aumento" dei casi di Covid ma anche di ricoveri e decessi. Mentre le vacanze estive entrano nel vivo e con esse gli spostamenti la circolare firmata dal direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, dà il senso della preoccupazione già dal titolo: "Allerta internazionale variante Delta: incremento dei casi COVID-19 in diversi Paesi Europei".

 

I dati sono preoccupanti e la  mutazione indiana del virus diventerà presto dominante. "Sulla base delle ultime evidenze disponibili, si prevede che in Europa il 70% delle nuove infezioni da SARS-CoV-2 sarà dovuto alla variante Delta (B.1.617.2) entro l’inizio di agosto ed il 90% entro la fine di agosto", è la previsione.

 

Nella circolare il ministero non fa sconti in fatto di possibili, nuove restrizioni: "Qualsiasi allentamento durante i mesi estivi della severità delle misure non farmacologiche in atto nell’UE/SEE all’inizio di giugno, senza un contemporaneo aumento dei livelli di vaccinazioni complete nella popolazione, potrebbe portare ad un repentino e significativo aumento dei casi COVID-19 giornalieri in tutte le fasce d’età, e soprattutto in quelle inferiori ai 50 anni, con un incremento associato dei ricoveri e decessi".

Con la fine dei lockdown nazionali e la bella stagione le occasioni di contagio aumentano. "L’allentamento delle misure di controllo nelle ultime settimane ha generato un aumento della mobilità delle persone a livello nazionale e internazionale, portando a un aumento delle interazioni sociali della popolazione", si legge nel documento che sottolinea le criticità della campagna vaccinale italiana: "Nel contesto italiano, in cui la campagna di vaccinazione non ha ancora raggiunto coperture sufficienti in tutte le fasce di età, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante".

 

Parola d'ordine: mantenere bassi i casi di Covid per permettere "il sistematico tracciamento della maggior parte dei casi positivi e il sequenziamento massivo di SARS-CoV-2 per individuare precocemente e controllare l’evoluzione di varianti genetiche nel nostro Paese".

Venendo ai dati dei casi nel nostro Paesse, in Italia la percentuale dei casi da varianti Kappa e Delta (famiglia ’indiana') "riportati alla Sorveglianza integrata Covid-19 è aumentata dal 5,2% nel mese di maggio 2021 al 27,7% nel mese di giugno; la quasi totalità dei quali ascrivibili alla variante Delta", si legge nel rapporto dell’Istituto superiore di sanità ’Prevalenza e distribuzione delle varianti di Sars-CoV-2 di interesse per la sanità pubblica in Italia', aggiornato al 5 luglio. I casi "sono principalmente associati a focolai circoscritti identificati in diverse aree del Paese", inoltre la "variante di Sars-CoV-2 prevalente in Italia nell’intero periodo continua ad essere la 
variante Alfa (lignaggio B.1.1.7), sebbene presenti in percentuale un trend in diminuzione rispetto alle altre varianti". La Delta è caratterizzata da una ulteriore maggiore trasmissibilità e da una parziale riduzione nella capacità di neutralizzazione di anticorpi. 

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