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Carla Bruni in campo. Stoccata ai giudici, così difende il marito Nicolas Sarkozy

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Carla Bruni scende in campo per il marito, l'ex presidente francese Nicolas Sarkozy, ciondannato a tre anni per corruzione e traffico di influenze. Se il 66enne non muove un muscolo al momento della lettura della sentenza, a esprimersi ci pensa la moglie. "Che folle accanimento amore mio. La lotta continua, emergerà la verità", scrive su Instagram l’ex premiere dame, modella e cantante di successo, postando una foto che li ritrae insieme e aggiungendo l’hashtag #injustice.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Carla Bruni (@carlabruniofficial)

L’inchiesta è quella conosciuta come caso delle intercettazioni, nella quale l’ex inquilino dell’Eliseo è accusato di avere tentato di ottenere illegalmente informazioni da un magistrato nel 2014, a proposito di un procedimento legale in cui era coinvolto. Sarkozy potrà richiedere gli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, ma il verdetto rappresenta un duro colpo per il politico che, seppure in pensione, gioca ancora un ruolo influente nel fronte conservatore francese. Protagonisti della vicenda giudiziaria, insieme al 66enne, l’avvocato e amico di lunga data, Thierry Herzog, e il magistrato ora in pensione, Gilbert Azibert. Entrambi sono stati dichiarati colpevoli ed è stata loro inflitta la stessa condanna. Secondo la corte di Parigi i tre hanno siglato un «patto di corruzione», basato su «prove coerenti e serie».

 

Il caso risulta «particolarmente grave» dato che gli atti sono stati commessi da un ex presidente per suo tornaconto personale. Inoltre, vista la sua formazione da avvocato, Sarkozy era «perfettamente consapevole» che ciò che stava facendo fosse illegale. In ogni caso la sua avvocata, Jacqueline Laffont, fa sapere che presenteranno ricorso, bollando l’intero caso come basato su «chiacchiere senza significato» tra un avvocato (Herzog) e il suo cliente (Sarkozy).

 

Il processo riguarda alcune intercettazioni risalenti al 2014, emerse nell’ambito di un’indagine sul finanziamento della campagna presidenziale 2007 di Sarkozy. Stando alle ricostruzioni, l’ex presidente e Herzog comunicavano con i cellulari registrati a nome di un alias ’Paul Bismut’. Proprio da queste conversazioni sono partiti i sospetti dell’autorità giudiziaria sul fatto che i due avessero promesso ad Azibert un posto a Montecarlo in cambio di informazioni. Sempre questo mese, Sarkozy affronterà un altro processo, con 13 persone, per accuse legate a finanziamenti illegali della sua campagna presidenziale nel 2012, conclusasi con la vittoria del rivale socialista Francois Hollande. È la prima volta nella storia moderna della Francia che un ex presidente viene condannato per corruzione. Il suo predecessore, Jacques Chirac, è stato giudicato colpevole nel 2011 per uso improprio di denaro pubblico durante il suo periodo da sindaco di Parigi, non considerato un reato di corruzione, e gli è stata inflitta una condanna a due anni di reclusione con sospensione della pena.

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