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Dati riservati rubati da agenti infedeli e rivenduti, 29 indagati

Milano, 13 mag. (askanews) - Una rete che avrebbe venduto illegalmente dati sensibili ottenuti accedendo alle banche dati delle forze dell'ordine e di enti pubblici. È l'inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli che ha portato a 29 misure cautelari eseguite dalla Polizia tra Napoli, Roma, Ferrara, Bolzano e Belluno.

Quattro persone sono finite in carcere, sei ai domiciliari e per altre 19 è stato disposto l'obbligo di firma. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata agli accessi abusivi ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio.

Secondo gli investigatori, nell'organizzazione erano coinvolti anche pubblici ufficiali e appartenenti alle forze di polizia, oltre a imprenditori legati ad agenzie investigative e recupero crediti.

I dati rubati riguardavano precedenti penali, informazioni fiscali, contributive e bancarie, poi rivendute a clienti interessati. Tra le presunte vittime figurano anche personaggi dello spettacolo, imprenditori e società.

Durante le perquisizioni è stato sequestrato anche un presunto "listino prezzi": 25 euro per una ricerca nelle banche dati delle forze dell'ordine, fra 6 e 11 euro per documenti Inps. Sequestrati beni per circa un milione e 300mila euro.

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