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Parla il rider picchiato e derubato a Napoli: quanta cattiveria

Napoli, 4 gen. (askanews) - "Nonostante tutto mi dispiace per quei ragazzi, perché erano ragazzini... solo ragazzini".

Non ha parole di condanna ma di rammarico Giovanni Lanciano, il rider 50enne, sposato e padre di 2 figli, picchiato e derubato del motorino che usava per le consegne da una banda di giovani rapinatori a Napoli. Mentra lavorava l'uomo è stato accerchiato e aggredito da 8 giovani che gli hanno portato via lo scooter.

Nonostante l'aggressione Lanciano ha continuato a lavorare, per non rischiare di restare anche senza questo lavoro dopo quello da macellaio in un negozio Auchan, perso nel 2015. Nel frattempo, mentre con il tam tam della notizia, la solidarietà dei cittadini napoletani permetteva in poche ore di raccogliere, con le donazioni, oltre 11mila euro necessaria a ricomprargli un nuovo scooter, le forze dell'ordine hanno identificato e arrestato 5 dei presunti aggressori, recuperando anche il motorino.

"Ringrazio di tutto, ma onestamente non vorrei approfittarne. Però le persone sono gentili, buone, di buon cuore. Si sono commosse, però... Dopo aver visto il video ho pensato: quanta crudeltà. Perché fanno così? Non dovrebbero fare così perché fare del male al prossimo è una brutta cosa".

Ora ciò che Giovanni Lanciano chiede è solo di poter avere un lavoro dignitoso.

"Io c'ho casa, famiglia e voglio pagare le tasse come ho sempre pagato, versare i contributi come ho sempre versato, tutto qua".

Oltre che dei cittadini napoletani, Lanciano ha ricevuto la solidarietà bipartisan della classe politica.

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