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L'Asi festeggia sessant'anni

Fabrizio Cicciarelli
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L’Asi festeggia i 60 anni anche in Senato, confrontandosi con le istituzioni politiche presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca “Giovanni Spadolini” nell’ evento “1926-2026: 60 anni di Automotoclub Storico Italiano, l’Italia e il valore del patrimonio culturale motoristico”. Un’occasione per fare il punto sulle iniziative congiunte tra l’ASI e l’azione parlamentare finalizzata alla tutela del patrimonio motoristico italiano, con gli interventi  della vice presidente del Senato Licia Ronzulli, della senatrice e Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per il Motorismo Storico Elena Murelli, della deputata Cristina Rossello, del presidente dell’ASI Alberto Scuro e della Vice Presidente ASI, Agnese Di Matteo.

 

 

“L’Automotoclub Storico Italiano - ricorda la vice presidente del Senato Ronzulli nel messaggio inviato per l’evento - custodisce e valorizza un pezzo fondamentale della nostra civiltà nazionale, attraverso la tutela di un patrimonio culturale, industriale e sociale che appartiene all'Italia Interna. Questo patrimonio vive grazie ad una comunità ampia e appassionata, ma la vera sfida è trasformarlo in valore per il presente e soprattutto in realtà per le generazioni future. Il saper fare italiano non può restare su memoria, deve diventare visione, deve essere tradotto in nuove competenze, nuove opportunità, nuove forme di sviluppo”.

La senatrice Elena Murelli sottolinea le azioni promosse dalla politica in sintonia con il lavoro di tutela dell' Asi. “Il gruppo parlamentare sul motorismo storico - spiega - ha iniziato nella scorsa legislatura a occuparsi della circolare sulle e targhe storiche riuscendo, grazie anche alla collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, a raggiungere l'obiettivo. Ora l’obiettivo è andare a collaborare con i ministeri dei Trasporti e dell'Ambiente per permettere la circolazione dei veicoli, specialmente durante le manifestazioni con l’uso di bio-carburanti. Inoltre abbiamo presentato due disegni di legge per dichiarare patrimonio nazionale sia la Vespa che la 500, sia nell’ottica delle certificazioni storiche che per il riconoscimento come patrimonio immateriale dell’Unesco.

 

 

La deputata Rossello guarda invece all’importanza del lavoro di conservazione anche in ottica futura. “Le attività di tutela del patrimonio italiano - sottolinea - comprendono anche la valorizzazione della capacità industriale dell’Italia. C’è un impatto positivo sul sistema Paese che può essere amplificato, anche generando curiosità nelle nuove generazioni che hanno voglia di scoprire la storia di questi oggetti importanti”.

“Il nostro intento - aggiunge il presidente dell’ASI, Alberto Scuro - è di superare i divisionismi che troppo spesso alimentano lo stesso settore e creare una rete di connessioni capace di rappresentare il motorismo storico come uno dei valori portanti del nostro Paese riconosciuto anche all’estero. Le milestone che hanno caratterizzato i 60 anni dell’ASI sono state un’affannosa ricerca a far comprendere il ruolo di preservare la storia di famiglie imprenditoriali, carrozzieri, ingegneri, designer e infine veicoli unici, non per l’interesse di pochi appassionati o proprietari ma per l’impatto culturale che si riverbera su un Paese”.

Il programma che celebra i 60 anni è stato introdotto dalla vicepresidente ASI, Agnese Di Matteo, con l’anticipazione di un francobollo commemorativo che sarà presentato nei prossimi mesi. Le celebrazioni si chiuderanno a settembre con un appuntamento a Misano dedicato a tutto il mondo del motorismo storico.

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