Italia ripescata ai Mondiali? Abodi chiude: "Né possibile né opportuno"
''Non credo sia possibile e neanche opportuno''. Lo dice il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, rispondendo alla domanda se ritenga che la Nazionale italiana di calcio possa sperare in un ripescaggio ai Mondiali, visto il rischio di esclusione de Congo, alle prese con il virus Ebola.
Intercettato a margine degli Inclusion Days in corso nella sede di Sky, a Milano, il ministro all'Adnkronos dice: ''Le regole spiegano che eventuali sostituzioni vengono fatte all'interno delle stesse confederazioni continentali e quindi credo che non dovremmo pensarci''. E poi, conclude, ''penso che una Nazionale come la nostra si debba qualificare sul campo, quindi non credo sia possibile, né opportuno''.
''Evidentemente sono stati fatti degli errori e quando si compete c'è chi è più bravo di te; quindi, da questo punto di vista, il campo va sempre accettato e rispettato'', è poi il commento sull'esclusione di Milan e Juventus dalla Champions League. Il ministro spiega, tuttavia, che l'esito del campionato ''può essere un elemento di riflessione per cercare di capire anche come non fare gli stessi errori per la prossima stagione''. Del resto, sottolinea, ''la Champions ha un fascino che prescinde quasi da chi partecipa e abbiamo quattro squadre che, ci auguriamo, andranno più avanti possibile. Questa è la cosa più importante''. Soprattutto, avverte Abodi, ''non c'è un collegamento diretto tra il tema Champions e il tema Nazionale, anche se è chiaro che tre eliminazioni nelle fasi di qualificazione rappresentano più di un campanello di allarme, così come le quattro Olimpiadi alle quali non partecipiamo''.
Alla domanda se sia anche questo, come l'esclusione della Nazionale italiana dai Mondiali, un sintomo della crisi del calcio italiano, Abodi risponde: ''per fortuna il calcio offre sempre nuove possibilità. Il problema, piuttosto, è saper fare tesoro di queste esclusioni e capire il nuovo corso come inizierà. Io mi auguro che inizi soprattutto con la fiducia da dare ai giovani italiani perché credo che il talento italiano non si sia perso, ma semplicemente addormentato e bisogna cercare di risvegliarlo. Ci vogliono uomini che sappiano risvegliarlo e soprattutto Club che diano fiducia perché i giovani italiani hanno bisogno di giocare''.
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