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Il bilancio della Roma è disastroso: persi 204 milioni in un anno

Filippo Biafora
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Una perdita da capogiro. In un documento pubblicato dalla Roma su richiesta della Consob il club giallorosso ha comunicato i risultati economici al 30 giugno 2020 (in corso di consuntivazione da parte della società e poi soggetti ad una verifica dell’azienda di revisione dei conti) e a livello di gruppo si segnala che la perdita dell’esercizio 2019/20 è stimata in 204 milioni di euro (quella della sola AS Roma Spa è di 188 milioni), con il patrimonio netto consolidato stimato negativo per 242,5 milioni di euro.

Tale rosso, che sarà approvato dal cda nell’ultima settimana di ottobre, rappresenta un record in negativo, dovuto all’evidente squilibrio tra costi e ricavi nella gestione del club e alla diffusione del Covid-19, anche se già al 31 dicembre scorso la perdita era di circa 87 milioni: “Nonostante le misure adottate dalla società per mitigarne le conseguenze, tale situazione di emergenza, straordinaria per natura ed estensione, ha avuto - si segnala nella nota - e sta avendo ripercussioni significative sulle attività economiche della società e del gruppo determinando un contesto di generale incertezza, la cui evoluzione e relativi effetti non risultano al momento prevedibili, essendo tali da determinare riflessi negativi principalmente sui proventi di AS Roma rivenienti dai Diritti televisivi, dalle Sponsorizzazioni, e in generale da tutte le attività commerciali del Gruppo. L’andamento dei proventi, inoltre, è stato solo parzialmente compensato da minori costi, la cui riduzione nell’esercizio è principalmente legata al personale tesserato”.

Per quanto riguarda il futuro prossimo, considerato il contesto attuale, il fabbisogno finanziario complessivo netto del gruppo per l’esercizio 2020/21 è stimato in 140 milioni di euro, tenuto conto dei fatti di gestione già realizzati al 7 ottobre, quindi alla chiusura del calciomercato che ha portato appena 13 milioni di euro di plusvalenze attraverso le cessioni di Defrel, Gonalons, Kolarov e Schick. A tale fabbisogno, stimato senza tenere conto di eventuali incassi da biglietteria in caso di riapertura degli stadi, si può far fronte con altre plusvalenze, con incassi dall’Europa League, con i proventi derivanti dall’aumento di capitale approvato nel 2019, con l’utilizzo delle risorse finanziarie già apportate da NEEP prima del closing del 17 agosto e con l’apporto di risorse da parte dell’attuale azionista di controllo indiretto Romulus and Remus Investments LLC, che ha già supportato la società iniettando 77,6 milioni di euro.

Infine il comunicato specifica le considerazioni sulla capacità della società di superare al 31 dicembre 2020 la situazione di deficit patrimoniale emersa, da cui si evince che sarà necessario un altro aumento di capitale, che i Friedkin hanno già assicurato al momento della compravendita della Roma. In base a quanto garantito dalla nuova proprietà americana “la società ritiene ragionevolmente che la fattispecie di cui all’art. 2447 c.c. sarà superata e che il risanamento patrimoniale della società sarà conseguito con modalità e tempi coerenti con le esigenze del business e con le applicabili disposizioni di legge”.

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