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Il kamasutra di Antonio Conte. Cosa consiglia ai giocatori

Busta con proiettile a Conte: vigilanza speciale per l'allenatore

Il Kamasutra secondo Antonio Conte. L’allenatore dell’Inter ha rilasciato un’intervista a “L’Equipe” senza trucco, senza inganno e soprattutto senza veli, ma con una buona dose di maschilismo: “Sì al sesso pre-partita possibilmente con la moglie e facendo meno sforzo possibile. Bisogna star sotto”. Antonio Conte è un tecnico battagliero, noto per i diversi scudetti con la Juventus, per la FA Cup e la Premier League vinti con il Chelsea, per la causa da 10 milioni di sterline vinta contro il club londinese e per una squalifica nel 2012 a 10 mesi, poi ridotta a 4, per una presunta combine quando allenava il Siena.

Oggi si racconta alla rivista francese: “Sono uno spirito libero, non un lecca**lo. La competizione è una battaglia e quando vai a combattere non c’è nessuna ragione per ridere o essere contento. Sono molto concentrato sul fatto che alla fine ne debba restare solo uno in piedi e faccio di tutto perché sia la mia squadra. E’ il mio modo di essere e mi porterà a chiudere presto la carriera, perché vivo il mestiere in modo troppo totale”.

E quanto sia totale lo rivela poco dopo a proposito dei consigli che dà ai suoi giocatori: “Spiego loro anche come fare sesso. In periodo di competizione, il rapporto non deve durare a lungo, bisogna fare il minor sforzo possibile, quindi restando sotto la partner”. Mogli e fidanzate dei calciatori agli ordini di Conte saranno felici di sapere che in certi momenti i compagni erano “utilizzatori finali”, loro “mezzi per uno scopo” e il mister era al corrente di tutto come se spiasse dal buco della serratura. Ma se vuoi vincere, occorre sacrificio e disciplina. Caratteristiche che non mancano all’esigente tecnico leccese: “Mi ero imposto un grande obiettivo, fin da subito: allenare un gran club entro tre o quattro anni, altrimenti mi sarei fermato. Comunque deve valerne la pena. Mi chiedo spesso se sia giusto passare tanto tempo senza la mia famiglia. Puoi fare molte cose nel calcio, ma l’unica per non sacrificare la famiglia, è proprio l’allenatore”.

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