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Il Chievo rischia la B. Parma in bilico

Chiesti quindici punti di penalità per i veneti, due per i ducali: rischiano la retrocessione

Il Chievo rischia la B. Parma in bilico

La procura della Figc ha chiesto 15 punti di penalizzazione per il Chievo Verona nell’ambito del procedimento sportivo in corso davanti al Tribunale federale nazionale della Figc per presunte plusvalenze fittizie. Se la richiesta venisse accolta, il club veneto dovrebbe scontare la sanzione nel campionato di Serie A appena concluso al 13° posto scivolando al terzultimo posto e retrocedendo dunque in B. Anche per il Cesena, peraltro prossimo al fallimento, la procura Figc ha chiesto 15 punti di penalizzazione da scontare nel campionato appena concluso di Serie B. Per la precisione, sia per il Chievo che per il Cesena la procura ha chiesto 5 punti di penalizzazione per ognuno dei bilanci sotto accusa (2014/2015, 2015/2016 e 2016/2017). La sentenza del Tribunale federale nazionale dovrebbe arrivare entro fine settimana o al più tardi all’inizio della prossima. Il Crotone sarebbe la società ripescata: per i veneti si mette male anche se ci sono tre gradi di giudizio.

Diversa ma comunque grave la posizione del Parma: due punti di penalizzazione nella stagione 2017/2018: questa la richiesta sanzionatoria avanzata dalla Procura della Federcalcio durante il procedimento sui fatti legati alla partita Spezia- Parma, ultima giornata dello scorso campionato di Serie B. Con una simile penalizzazione, il club ducale perderebbe la promozione in Serie A. Il Parma è chiamato a rispondere per responsabilità oggettiva per il comportamento del suo tesserato Emanuele Calaiò, accusato di tentato illecito ex articolo 7 del codice di giustizia sportiva. Il Palermo è stato ammesso al processo come parte interessata al procedimento sportivo, respinta invece la richiesta del Venezia. «Riteniamo che la sanzione debba essere applicata alla stagione appena conclusa per essere afflittiva - ha osservato Gioacchino Tornatore, procuratore federale aggiunto - Se invece questo tribunale ritiene che la sanzione debba venire applicata al prossimo campionato di Serie A, questa procura chiede di poter rimodulare la richiesta per renderla afflittiva nei confronti del Parma e dunque chiede sei punti di penalizzazione». Per Calaiò, invece, la Procura federale ha chiesto una squalifica di 4 anni e un’ammenda di 50 mila euro. «Mi sono sempre comportato da professionista, sono un esempio per i giovani, ho sempre insegnato loro il rispetto, la lealtà e la correttezza. Ho passato un’estate infernale, orribile - ha sottolineato l’attaccante del Parma -. È la prima volta che mi trovo dentro queste mura, non sono mai stato coinvolto in nessuna questione illecita e non mi aspettavo neppure di arrivare in questa situazione per dei messaggi innocui, stupidi, scherzosi, che non avevano un secondo fine. Non ho mai pensato minimamente di alleggerire l’andamento della partita contro lo Spezia o la prestazione dei miei ex compagni. Sui giornali ogni giorno c’era la mia foto come se fossi un criminale: ho passato giorni a giustificarmi con i miei figli che sono grandi e leggono il giornale. È bruttissimo, non lo auguro a nessuno. Anche in questo caso il Parma rischia ma meno del Chievo.

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