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4-0 in finale

Disastro Donnarumma. La Juve cala il poker col Milan e vince la Coppa Italia

Per i bianconeri è il quarto trofeo consecutivo

Disastro Donnarumma. La Juve cala il poker col Milan e vince la Coppa Italia

La Juve ha vinto per la tredicesima volta la Coppa Italia. Lo ha fatto con un risultato roboante: forse il Milan non avrebbe meritato un passivo così pesante. Altra doppietta scudetto-coppa, quindi, per i bianconeri che, dopo un primo tempo non esaltante, si sono svegliati nella ripresa e nel giro di otto minuti hanno atterrato il Milan. La squadra di Allegri non ha subito gol in Coppa Italia. Le fatiche del campionato hanno indotto le due squadre a non sprecare molte energie nel primo tempo, in cui si sono visti dei tiri (Dybala, Bonaventura, Cutrone, Mandzukic, Suso), ma non sempre convinti. Insomma, una tattica d’attesa che non ha reso certo elettrizzante la partita. Nella ripresa la Juve è esplosa a suon di gol: ha segnato prima Benatia di testa (qualche contestazione rossonera), e poi con Douglas Costa (errore fatale di Donnaruma). Poi Benatia (indubbiamente fra i migliori) ha reso rotondo il risultato su un colpo di testa di Douglas Costa non trattenuto dal portiere milanista. L’autogol di Kalinic, di testa, su angolo ha siglato il 4-0. Dybala nella ripresa è stato molto più incisivo, mentre Donnarumma ha commesso qualche errore di troppo davanti al suo antagonista e maestro in azzurro Buffon. La Juventus ha messo così in saccoccia un altro trofeo (il quarto di seguito di Coppa Italia) che si è andato ad aggiungere al probabilissimo settimo scudetto di fila. Il Milan ha dovuto arrendersi e a Gattuso non è rimasta nemmeno la (magra) consolazione di essersi battuto bene contro un avversario abbastanza superiore. In campionato i rossoneri avevano messo in discussione il risultato contro i campioni d’Italia, a Roma sono crollati nella ripresa dopo un buon primo tempo.

Allegri aveva schierato Buffon (al passo d’addio), Benatia e Asamoah in difesa, aveva recuperato Pjanic a centrocampo, mentre Douglas Costa era partito titolare dopo la strepitosa prestazione fornita in campionato contro il Bologna. A sorpresa in campo Mandzukic al posto di Higuain. Gattuso aveva reinserito Calabria in retroguardia, aveva confermato Locatelli al posto di Biglia in mediana e Cutrone in attacco. Sotto una pioggia torrenziale, dopo che Pirlo (ex che ha giocato nelle due squadre) ha presentato la Coppa Italia al pubblico, Damato ha fischiato la sua ultima gara importante. L’avvio aggressivo della Juventus non ha sorpreso il Milan. Mandzukic non ha fatto il centravanti classico, ma ha svariato in varie zone del campo. Buffon, che ha «esordito» in una finale di Coppa Italia con la Juve, ha dovuto rispondere a pugni a un tiro centrale di Cutrone. Su angolo con palla nella lunetta, Douglas Costa ha ciccato di sinistro. La difesa bianconera qualche volta si è trovata in difficoltà nel contrastare il veloce attacco rossonero. Pjanic ha cercato di governare la manovra della Juve e Dybala in girata di sinistro non ha inquadrato la porta. Rare comunque le verticalizzazioni e sostanzialmente partita equilibrata, anche se Donnarumma è dovuto intervenire su un insidioso cross di Cuadrado. Quando la pioggia è cessata, la partita è sembrata più interessante. Suso ha cercato di vivacizzare il gioco milanista e con una fiondata delle sue ha costretto Buffon a una deviazione sulla sinistra. In questa fase più pericoloso il Milan. Dybala ha commesso parecchi errori, ma è riuscito a fare un tiro insidioso di destro, parato da Donnarumma che poi è intervenuto anche su un colpo di testa di Mandzukic. Forse, a parte qualche spunto di Suso e un tiro di Bonaventura che ha sfiorato l’incrocio, nel primo tempo i migliori sono apparsi Cuadrado e Asamoah della Juve, Rodriguez e Calabria del Milan. Insomma gli esterni, che hanno ingaggiato duelli sul filo della velocità. Non si è messo molto in luce Douglas Costa.

Il Milan si è presentato meglio nella ripresa, spingendosi in avanti in maniera più intensa. Ma un’azione Khedira-Dybala, con tiro della «Joya», ha costretto Donnarumma a un grande intervento. Ancora Dybala, con un sinistro rasoterra ha costretto il portiere milanista a una deviazione in angolo. Sul cross dalla bandierina, all’11’, Benatia di testa ha insaccato alla sinistra di Donnarumma contestato dai rossoneri per un intervento di Douglas Costa su Calabria. Gol convalidato dal Var. Poco dopo Dybala ha costretto Donnarumma a una grande parata. Al 16’ Douglas Costa dal limite di sinistro ha sparato verso la sinistra di Donnarumma cui è scappato di mano il pallone che è finito in rete. Poi al 19’ la mazzata decisiva: su un acrobatico colpo di testa di Douglas Costa, Donnarumma ha respinto e Benatia ha messo dentro. Al 27’ un autopalo di Matuidi ha spezzato ogni speranza milanista. E quattro minuti dopo, su angolo di Pjanic da sinistra, Kalinic di testa ha ingannato Donnarumma e 4-0. Buffon ha negato prima a Locatelli e poi a Borini il gol della staffa. Dybala quasi da centrocampo per poco non ha battuto il portiere rossonero, fuori dai pali. Nel finale Bonucci e Mandzukic non hanno brillato per correttezza e si è visto Higuain al posto di Dybala. Premiazioni, luminarie ed esultanza juventina hanno chiuso la serata.

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